Calendario Comunità Pastorale

Amici della Parrocchia

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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
30 Aprile 2022 - Beatificazione di Armida Barelli
Sabato 30 Aprile 2022 20:54

Nacque a Milano da una agiata famiglia il 1° dicembre 1882. Fece i primi studi in casa, ma non venne educata ai valori spirituali. Passò poi presso le suore Orsoline, e negli anni tra il 1895 e il 1900 studiò presso le suore della S. Croce di Menzingen, conseguendo il diploma di scuola normale e di lingua tedesca. In tale ambiente iniziò a conoscere ed amare il Signore.

Rientrata a Milano, ebbe alcune occasioni per formare una propria famiglia, ma la sua vocazione era un’altra, e si dedicò ad attività caritative per orfani e figli di carcerati. Nel 1909 si consacrò al Signore facendo voto privato di castità.

L’anno seguente conobbe padre Agostino Gemelli, che la orientò verso il Terzo Ordine Francescano, iniziando anche una feconda collaborazione. Tra le diverse attività, la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù dei soldati italiani nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1917 l’Arcivescovo di Milano, il Beato cardinale Andrea Carlo Ferrari, la invitò ad occuparsi delle giovani del nascente movimento femminile cattolico. Sorsero così i primi circoli della gioventù femminile di Azione Cattolica, che si sarebbero diffusi anche nelle altre diocesi italiane. Nel 1918 papa Benedetto XV la nominò vicepresidente dell’Unione Donne Cattoliche Italiane. Girò per tutta l’Italia, organizzando convegni e congressi a vari livelli, ma anche settimane sociali, pellegrinaggi, corsi di cultura e formazione. Diede anche grande impulso all’attività cattolica femminile nelle Leghe Internazionali; era considerata dalle giovani come una “sorella maggiore”.

Il 19 novembre 1919, ad Assisi con un gruppo di amiche, avviò una nuova forma di consacrazione laicale, riconosciuta in seguito da Pio XII dopo la Provida Mater, dando così inizio all’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo, presente in molti paesi. Su impulso dell’enciclica Maximum illud, avviò l’opera missionaria della gioventù femminile in Cina, collaborando con i Vescovi francescani delle missioni.

Insieme a Mons. Luigi Olgiati e al Venerabile Ludovico Necchi collaborò con padre Gemelli alla fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, avvenuta nel 1921. Diede vita anche all’associa­zione degli amici dell’Università, e con l’approvazione di Pio XI, la giornata universitaria per la raccolta di fondi nelle varie diocesi. In questo contesto nacque anche la casa editrice Vita e Pensiero.

Nel 1929 organizzò l’Opera della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, per la diffusione nelle parrocchie della vita liturgica con spiritualità cristocentrica. Con deciso impegno avanzava nella via della santità esercitando generosamente e con perseveranza e gioia la vita cristiana, coinvolgendo molte altre persone. La sua crescita spirituale fu caratterizzata dall’adempimento della volontà di Dio e mettendo a frutto, per il bene della Chiesa, i talenti che aveva ricevuti. La sua vita spirituale e la sua azione apostolica erano curate con l’Eucaristia, la parola di Dio, la liturgia, le devozioni al Sacro Cuore e all’Immacolata. Fu un’apostola della santità aperta a tutti, compiendo i doveri quotidiani in maniera armoniosa e in mezzo a molteplici impegni.

Adempì anche i suoi doveri verso genitori, parenti e collaboratori, con una capacità di attenzione e premura verso tutti. Ebbe grande fiducia nella divina Provvidenza e camminò con ricchezza di fede e di speranza. Aveva scritto già nel 1912: «Contro ogni speranza spero che Dio mi faccia santa. Col mio Signore nel cuore io vado incontro a tutto il mondo e sono sicura che con lui vincerò sempre. Non mi angustio per nulla: ci penserà lui ad ogni difficoltà».

Nel 1946 Pio XII la nominò vicepresidente generale dell’Azione Cattolica italiana; qualche anno dopo le si manifestò una grave malattia, che ella visse con fede e spirito di penitenza.

Morì a Marzio (Varese) il 15 agosto 1952.

 
Uomo del mio tempo
Sabato 23 Aprile 2022 17:11

Dopo decenni di pace in queste settimane sembra di essere ritornati indietro,

sembra di aver dimenticato la storia passata,

con i milioni di morti, i suoi profondi lutti, la distruzione totale.

È significativo rileggere questa poesia pubblicata nel 1946.

 

Uomo del mio tempo

di Salvatore Quasimodo

 

Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
- t’ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

 

 
“Pietà l’è morta”?
Domenica 10 Aprile 2022 06:39

È lo stile del nostro essere cristiani oggi: avere umana pietà verso tutti, soprattutto verso chi ha bisogno di misericordia. Lasciare che cresca in noi la Pietà di Dio che non divide tra buoni e cattivi, tra santi e peccatori, tra invasori e assediati, tra assassini e uccisi… ma prega per tutti perché Gesù Crocifisso “invada” ognuno con la sua Pietà…e ama sempre con pietà.Ma questo è lo stile della Chiesa che, come “popolo in cammino dietro a Gesù”, vive la Settimana Santa lasciandosi attrarre dalla sua Pietà.Con grande Pietà Maria ha vissuto la Settimana cruenta del suo Figlio pregando per noi, in unione con le donne che seguivano Gesù.E lo Spirito effuso dall’alto della croce continua ad offrire con abbondanza uno dei suoi sette doni: la Pietà. Sa che ce n’è bisogno ovunque: nei cuori, nelle famiglie, in ogni popolo, tra le nazioni… perché altrimenti “pietà l’è morta”!E Gesù sulla croce mostra la Pietà di Dio per tutti e per ognuno. “L’umile e mite di cuore” dall’alto del patibolo di legno guarda l’umanità che come Caino e Abele continua a uccidersi, e con immensa Pietà perdona dal profondo del cuore, effonde il suo sangue, lava con l’acqua del costato trafitto, santifica invece che condannare, apre alla speranza invece che sotterrare ogni umano desiderio di redenzione e risurrezione. Senza pietà Gesù viene eliminato, per Pietà verso di noi Lui si consegna nelle mani dei suoi carnefici, perché sa che questa è l’unica via di speranza.Proprio la Pietà di Dio Padre è il significato più grande della Settimana Santa: è Lui che, nella sua immensa Bontà, ha voluto che Gesù si facesse uomo e si donasse amando, che offrisse tutto se stesso fino alla croce, per liberarci dagli “inferni” che noi costruiamo e alimentiamo.Ma la Settimana Santa col suo ritmo e con i suoi riti è tempo di Pietà, della Pietà di Dio, della pietà umana di Maria e delle donne che piangono Gesù, della Chiesa che alza lo sguardo verso il suo Signore e lo adora come “uomo delle croce”, e desidera che nel mondo “risorga” la Pietà.È la domanda che sorge dal cuore di tanti (disgraziatamente non nel cuore di tutti!) che viene dall’ascoltare e dal vedere lo strazio dell’invasione russa in Ucraina. Non c’è più pietà, non c’è più umanità… dove sono finiti tutti i proclami circa i diritti? Cosa fare per chiudere le porte dell’Inferno e degli inferni che non smettiamo di costruire sulla terra?

 
“Gesù, sposta anche la nostra pietra!”
Domenica 17 Aprile 2022 17:37

Gesù, Tu per risorgere hai dovuto spostare una pesante pietra. L’hai fatto per aprirti alla Vita, per iniziare una Vita da risorto, per diventare Vita per tutti noi.

Gesù, come Comunità di Solaro e Brollo, ti preghiamo: sposta la nostra pietra perché anche noi con Te, con la Chiesa e con l’umanità intera possiamo partecipare al trionfo della Vita.

Gesù, sposta la pietra che ci porta a vivere una fede solo intimistica e privata, attaccandoci a devozioni piacevoli e consolanti, Facci sentire quanto è bello credere insieme, ritrovandoci a far festa con Te Risorto per celebrarTi insieme nell’Eucarestia festiva.

Gesù, sposta la pietra che ci impedisce di essere il popolo della Vita, della speranza e della gioia… che sono i doni che Tu Risorto non smetti mai di seminare nelle nostre Comunità. Solo così saremo “popolo del Risorto”, che non è incapace di “metterci una pietra sopra” le situazioni difficili.

Gesù, sposta la pietra che ci spinge a giudicare e a distinguere tra buoni e cattivi, ad amare i primi e allontanare gli altri. Rendici capaci di accogliere, di consolare, di sostenere, di condividere, abbattendo muri e creando ponti… capaci anche di perdonare.

Gesù, sposta la pietra della paura, che epidemia, distanziamenti e regole hanno “fissato” nelle nostre menti e nei nostri cuori, bloccando al nostra volontà di “respirare a pieni polmoni” tutta la vita con la sua bellezza.

Gesù, sposta la pietra che rompe l’armonia nelle nostre famiglie, e produce freddezza e solitudine, disunione e separazione, rotture e “dolori” a piccoli e grandi impedendo tenerezza e affetto.

 

Gesù, sposta la pietra che frena il desiderio di sentirci popolo e la voglia di esserlo, e ci impedisce di aprirci ai vicini e creare nuove possibilità di aggregazione con chi abita a Solaro e Brollo.

Gesù, sposta la pietra dell’avarizia che paralizza la bontà e frena dal donare con generosità il tanto che abbiamo da condividere… porterebbe serenità a chi ha bisogno e chiede aiuto.



Gesù, sposta la pietra dell’odio che spinge ad invadere, a fare guerra, a vendicarsi e a usare la violenza come arma di attacco e di difesa.

Gesù, sposta la pietra che ci blocca dal credere nella pace, dal credere cioè che è possibile una umanità impegnata a riconciliarsi, in un pianeta dove sono puliti i cuori e perciò sappiamo tenere pulito ogni pezzo di terra e di cielo.

Gesù, sposta la pietra che non fa sperare che i defunti (tutti) sono risorti per la potenza della tua Pasqua, e ci impedisce di avere pace e consolazione quando in ogni festa i ricordi ci assalgono con violenza.

Gesù, sposta la nostra pietra,

perché la nostra Pasqua sia buona!


 
Popolo della Vita in cammino dietro a Gesù
Sabato 02 Aprile 2022 11:36

Popolo della Vita che accoglie e ama ogni piccolo “cucciolo d’uomo” fin dal suo concepimento non potendo accettare nessuna forma di aborto e di ingegneria genetica che ricerchi la “perfezione umana” (ideologia che ha già fatto tante stragi nella storia).

Popolo della Vita che desidera che ogni bambino e ragazzo abbia la “grazia” di avere dei genitori che lo amano e lo accompagnano a buttarsi nella vita per dare il meglio di sé agli altri e all’umanità.

Popolo della Vita che aiuta la società a difendere e sostenere le famiglie, favorendo forme di educazione e istituzioni scolastiche sempre più attente ai giovani, difendendo il lavoro e la sua dignità, permettendo che si abiti in case e in un ambiente “sostenibili” (cioè adatti alla vita delle persone e alle sostanze economiche, oltre che rispettose dell’ambiente), creando ospedali ricchi di umanità e di professionalità…

Popolo della Vita che sa stare vicino a chi è solo, a chi è malato, a chi è anziano perché sa che “la prima cura è prendersi cura”, e sa che quando si è soli anche le cure hanno un effetto minore.

Popolo della Vita che non vuole nessuna “invasione territoriale”, perché essa crea violenza e guerra che distruggono in modo irrazionale… lasciandosi alle spalle una scia di morti, lutti, mancanza di cibo e case e scuole e ospedali e luoghi di vita sociale… e tante forme di miseria. Per questo accoglie sia le bionde ucraine con i propri figli, sia gli “scuri” pakistani e i marocchini che sono arrivati prima.

Popolo della Vita che “combatte” ogni violenza sociale in qualunque ambiente venga perpetuata: si impegna a “liberare” i bambini e le donne, crea percorsi di “recupero” per chi è incatenato al vizio e alle dipendenze, raccoglie e distribuisce generi di prima necessità e “integra” le utenze insolute… con i volontari della Caritas e non solo!

Popolo della Vita che crede che la vita non finisce con la morte, ma continua in una forma nuova e più completa… per merito di Gesù “resurrezione e vita” che ci aspetta a Pasqua per cantare l’Alleluia della vittoria, con Lui, con la Chiesa, con chi ha speranza e con chi, avendo incontrato il popolo della Vita, “ha tirato un sospiro” di sollievo (il “soffio” dello Spirito)… ed è ripartito con speranze più grandi!

 
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