Calendario Comunità Pastorale

Amici della Parrocchia

Banner
Banner
Banner
Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
Luogo di comunione… e di corresponsabilità
Domenica 12 Febbraio 2023 09:46

Per il buon funzionamento di una Comunità Pastorale è necessario avere il Consiglio Pastorale. Alla nascita dell’Unità Pastorale formata dalle nostre due Parrocchie di Solaro e Brollo si era scelto di unire i due Consigli Pastorali in un unico Coordinamento Pastorale Unitario… in attesa di diventare Comunità Pastorale. Purtroppo, questo è andato per le lunghe!

Si è deciso però che vale la pena di aspettare ancora fino ad Ottobre, quando tutti i Consigli Pastorali della Diocesi saranno rinnovati. In questi mesi il Coordinamento Pastorale sarà ancora operativo, poi si faranno le Elezioni.

Se desideri impegnarti in questo servizio

è opportuno che ti prepari informandoti su cosa è il Consiglio Pastorale,

su cosa si fa in questo luogo di comunione e corresponsabilità,

per cogliere come questo organismo è importante per la vita di una Comunità.

Qual è il servizio che svolge

il CONSIGLIO PASTORALE?

Lungi dall’essere un semplice organismo burocratico esso mostra che il soggetto e il protagonista attivo della missione evangelizzatrice è il Popolo di Dio, perché ogni fedele ha ricevuto i doni dello Spirito attraverso Battesimo e Cresima.

Il Consiglio Pastorale è costituito da rappresentanti delle 2 Parrocchie e dai Membri previsti, ed è presieduto dal Responsabile della Comunità Pastorale.

Ha la responsabilità di orientare la vita della Comunità affinché sia corrispondente all’intenzione missionaria e pratichi lo stile evangelico della comunione, che si traduce nel collaborare e nell’essere corresponsabili.

Il Consiglio Pastorale definisce le iniziative che mantengono la vivacità e l’identità delle singole Parrocchie, e favorisce la condivisione dei doni, delle risorse e delle proposte che definiscono la Comunità pastorale e - al tempo stesso - ne mettono in evidenza i vantaggi per il bene delle singole Parrocchie, dei diversi Gruppi e dell’insieme della Comunità pastorale.

Esso è il soggetto primario che rappresenta l’intera Comunità e che discerne e definisce le priorità pastorali.

Nell’ambito della nostra Comunità pastorale, i fedeli saranno rappresentati dai laici eletti nel Consiglio Pastorale, luogo in cui maturano le scelte più significative, quelle che delineano il cammino della Comunità nel suo insieme.

 
45ª GIORNATA PER LA VITA - La morte non è mai una soluzione
Sabato 04 Febbraio 2023 18:28

“In questo nostro tempo, quando l’esistenza si fa complessa e impegnativa, quando sembra che la sfida sia insuperabile e il peso insopportabile, sempre più spesso si approda a una “soluzione” drammatica: dare la morte. Certamente a ogni persona e situazione sono dovuti rispetto e pietà, con quello sguardo carico di empatia e misericordia che scaturisce dal Vangelo. Siamo infatti consapevoli che certe decisioni maturano in condizioni di solitudine, di carenza di cure, di paura dinanzi all’ignoto…

È doveroso chiedersi se il tentativo di risolvere i problemi eliminando le persone sia davvero efficace.

Siamo sicuri che la banalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza elimini la ferita profonda che genera nell’animo di molte donne che vi hanno fatto ricorso? Donne che, in moltissimi casi, avrebbero potuto essere sostenute in una scelta diversa e non rimpianta, come del resto prevedrebbe la stessa legge 194 all’art.5. È questa la consapevolezza alla base di un disagio culturale e sociale che cresce in molti Paesi e che, al di là di indebite polarizzazioni ideologiche, alimenta un dibattito profondo volto al rinnovamento delle normative e al riconoscimento della preziosità di ogni vita, anche quando ancora celata agli occhi: l’esistenza di ciascuno resta unica e inestimabile in ogni sua fase.

Siamo sicuri che il suicidio assistito o l’eutanasia rispettino fino in fondo la libertà di chi li sceglie – spesso sfinito dalla carenza di cure e relazioni – e manifestino vero e responsabile affetto da parte di chi li accompagna a morire?

Siamo sicuri che la radice profonda dei femminicidi, della violenza sui bambini, dell’aggressività delle baby gang… non sia proprio questa cultura di crescente dissacrazione della vita?

Siamo sicuri che dietro il crescente fenomeno dei suicidi, anche giovanili, non ci sia l’idea che “la vita è mia e ne faccio quello che voglio?”

Siamo sicuri che la chiusura verso i migranti e i rifugiati e l’indifferenza per le cause che li muovono siano la strategia più efficace e dignitosa per gestire quella che non è più solo un’emergenza?

Siamo sicuri che la guerra, in Ucraina come nei Paesi dei tanti “conflitti dimenticati”, sia davvero capace di superare i motivi da cui nasce? “

(Dal Messaggio dei Vescovi Italiani)

“In questo nostro tempo, quando l’esistenza si fa complessa e impegnativa, quando sembra che la sfida sia insuperabile e il peso insopportabile, sempre più spesso si approda a una “soluzione” drammatica: dare la morte. Certamente a ogni persona e situazione sono dovuti rispetto e pietà, con quello sguardo carico di empatia e misericordia che scaturisce dal Vangelo. Siamo infatti consapevoli che certe decisioni maturano in condizioni di solitudine, di carenza di cure, di paura dinanzi all’ignoto…

È doveroso chiedersi se il tentativo di risolvere i problemi eliminando le persone sia davvero efficace.

Siamo sicuri che la banalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza elimini la ferita profonda che genera nell’animo di molte donne che vi hanno fatto ricorso? Donne che, in moltissimi casi, avrebbero potuto essere sostenute in una scelta diversa e non rimpianta, come del resto prevedrebbe la stessa legge 194 all’art.5. È questa la consapevolezza alla base di un disagio culturale e sociale che cresce in molti Paesi e che, al di là di indebite polarizzazioni ideologiche, alimenta un dibattito profondo volto al rinnovamento delle normative e al riconoscimento della preziosità di ogni vita, anche quando ancora celata agli occhi: l’esistenza di ciascuno resta unica e inestimabile in ogni sua fase.

Siamo sicuri che il suicidio assistito o l’eutanasia rispettino fino in fondo la libertà di chi li sceglie – spesso sfinito dalla carenza di cure e relazioni – e manifestino vero e responsabile affetto da parte di chi li accompagna a morire?

Siamo sicuri che la radice profonda dei femminicidi, della violenza sui bambini, dell’aggressività delle baby gang… non sia proprio questa cultura di crescente dissacrazione della vita?

Siamo sicuri che dietro il crescente fenomeno dei suicidi, anche giovanili, non ci sia l’idea che “la vita è mia e ne faccio quello che voglio?”

Siamo sicuri che la chiusura verso i migranti e i rifugiati e l’indifferenza per le cause che li muovono siano la strategia più efficace e dignitosa per gestire quella che non è più solo un’emergenza?

Siamo sicuri che la guerra, in Ucraina come nei Paesi dei tanti “conflitti dimenticati”, sia davvero capace di superare i motivi da cui nasce? “

(Dal Messaggio dei Vescovi Italiani)

 
Domenica della PAROLA di DIO - Un dono imperdibile
Sabato 21 Gennaio 2023 17:09

Oggi celebriamo un dono grande e prezioso che, come Chiesa, abbiamo ricevuto e che possediamo: la Sacra Scrittura (Bibbia). È il “libro” di cui si serve lo Spirito santo per farci crescere come cristiani. Papa Francesco ne fa l’elogio.

La Parola svela Dio. Gesù, attraverso le Scritture, ci svela il volto di Dio come di Colui che si prende cura della nostra povertà ed ha a cuore il nostro destino… il Dio vicino, con quella vicinanza che è compassionevole e tenera, vuole sollevarti dai pesi che ti schiacciano, vuole riscaldare il freddo dei tuoi inverni, vuole illuminare le tue giornate oscure, vuole sostenere i tuoi passi incerti. E lo fa con la sua Parola, con la quale ti parla per riaccendere la speranza dentro le ceneri delle tue paure, per farti ritrovare la gioia nei labirinti delle tue tristezze, per riempire di speranza l’amarezza delle solitudini…

Fratelli, sorelle, chiediamoci… quale volto di Dio annunciamo nella Chiesa? Il Salvatore che libera e guarisce o il Dio Temibile che schiaccia sotto i sensi di colpa? Per convertirci al vero Dio, Gesù ci indica da dove partire: dalla Parola. Essa nutre e rinnova la fede: rimettiamola al centro della preghiera e della vita spirituale! Al centro, la Parola che ci rivela come è Dio. La Parola che ci fa vicini a Dio.

 

La Parola ci porta all’uomo. Ci porta a Dio e ci porta all’uomo… La Parola ci spinge fuori da noi stessi per metterci in cammino incontro ai fratelli con la sola forza mite dell’amore liberante di Dio… In questo modo ci rivela qual è il culto più gradito a Dio: prendersi cura del prossimo. Nel momento in cui nella Chiesa ci sono le tentazioni della rigidità, che è una perversione, e si crede che trovare Dio è diventare più rigidi, con più norme, le cose giuste, le cose chiare… La rigidità non ci cambia, ci nasconde: la Parola di Dio ci cambia penetrando nell’anima come una spada (cfr Eb 4,12), ci invita a uscire allo scoperto, a non nasconderci dietro la complessità dei problemi, dietro il “non c’è niente da fare”, “è un problema loro”, “è un problema suo”, o il “che cosa posso farci io?”, “lasciamoli lì”. La sacra Scrittura non ci è stata data per intrattenerci, per coccolarci in una spiritualità angelica, ma per uscire incontro agli altri e accostarci alle loro ferite. La Parola che si è fatta carne (cfr Gv 1,14) vuole diventare carne in noi. Non ci astrae dalla vita, ma ci immette nella vita, nelle situazioni di tutti i giorni, nell’ascolto delle sofferenze dei fratelli, del grido dei poveri, delle violenze e delle ingiustizie che feriscono la società e il pianeta, per non essere indifferenti, ma cristiani operosi, cristiani creativi, profetici.

La Parola di Dio ci cambia Essa vuole prendere carne oggi, nel tempo che viviamo, non in un futuro ideale. Chiediamoci allora: vogliamo imitare Gesù, diventare ministri di liberazione e di consolazione per gli altri, attuare la Parola? Siamo una Chiesa docile alla Parola? Una Chiesa portata all’ascolto degli altri, impegnata a tendere la mano per sollevare i fratelli e le sorelle da ciò che li opprime, per sciogliere i nodi delle paure, liberare i più fragili dalle prigioni della povertà, della stanchezza interiore e dalla tristezza che spegne la vita? Vogliamo questo?

 
"Annunciate con gioia... la bellezza di essere famiglia"
Sabato 28 Gennaio 2023 21:44

Papa Francesco ha offerto questo Mandato alle famiglie

a conclusione del X Incontro delle famiglie (Giugno 2022).

 

Care famiglie, vi invito a proseguire il cammino
ascoltando il Padre che vi chiama:
fatevi missionarie per le vie del mondo!
Non camminate da sole!
Voi, giovani famiglie, fatevi guidare da chi conosce la via,
voi che siete più avanti, fatevi compagne di viaggio per le altre.
Voi che siete smarrite a causa delle difficoltà,
non fatevi vincere dalla tristezza,
fidatevi dell’Amore che Dio ha posto in voi,
supplicate ogni giorno lo Spirito di ravvivarlo.
Annunciate con gioia la bellezza dell’essere famiglia!
Annunciate ai bambini e ai giovani la grazia del matrimonio
cristiano. Donate speranza a coloro che non ne hanno.
Agite come se tutto dipendesse da voi,
sapendo che tutto va affidato a Dio.
Siate voi a “cucire” il tessuto della società e di una Chiesa
sinodale, che crea relazioni, moltiplicando l’amore e la vita.
Siate segno del Cristo vivente,
non abbiate paura di quel che il Signore vi chiede,
né di essere generosi con Lui.
Apritevi a Cristo, ascoltatelo nel silenzio della preghiera.
Accompagnate chi è più fragile
fatevi carico di chi è solo, rifugiato, abbandonato.
Siate il seme di un mondo più fraterno!
Siate famiglie dal cuore grande!
Siate il volto accogliente della Chiesa!
E, per favore, pregate, sempre pregate!
Maria, nostra Madre, vi soccorra quando non ci sarà più vino,
sia compagna nel tempo del silenzio e della prova,
vi aiuti a camminare insieme al suo Figlio Risorto.

 
Famiglia e… … Parola di Dio
Domenica 15 Gennaio 2023 08:57

Il mese di Gennaio è caratterizzato da Domeniche “speciali” e occasioni di preghiera straordinarie: Domenica della Parola di Dio e Festa della Santa Famiglia e di tutte e le famiglie, Giornata della Pace e Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani.

Tutto però deve essere illuminato dalla Parola di Dio.

La famiglia, di per sé, dovrebbe essere un luogo di intensa comunicazione non solo della Parola di Dio, ma anche di quelle fondamentali parole umane che introducono al senso profondo della vita. In realtà la famiglia vede molto compromessa, nella società attuale, la sola insostituibile funzione educativa. Alcuni sintomi allarmanti denunciano la crisi profonda di quei valori umani, di cui la famiglia è portatrice in modo specifico e costitutivo.

Per esempio, il rapporto uomo-donna tende a perdere la sua specifica caratteristica di dedizione incondizionata e definitiva, per uniformarsi ad altri rapporti umani a breve scadenza, fondati sull'interesse, sull'arbitrio, su quello che di volta in volta appare come utile e piacevole, senza il coraggio della libera scelta irrevocabile.

Così la tipicità del rapporto genitori-figli viene intaccata sia dal fatto che il figlio tende ad essere visto come un fenomeno accessorio o addirittura fastidioso del rapporto coniugale, sia dal fatto che altre e contraddittorie figure di adulti, che si presumono autorevoli, impongono se stesse ai figli, non in collaborazione con l'autorevolezza dei genitori, ma spesso in sottile o clamoroso contrasto, rendendo ancora più difficile il dialogo familiare, già disturbato dall'ingigantito "salto generazionale".

La conseguenza di tutto ciò è una grave riduzione del rilievo sociale e culturale della famiglia. Il senso pregnante di quelle fondamentali parole a cui uno deve far riferimento per orientarsi nella vita - come amore, lavoro, amicizia, apertura al mistero, nascita, morte, dolore, onestà sociale ecc. - non è più determinato dall'ambito familiare, con la sua carica di vita vissuta, di sapienza tradizionale, di affetto rispettoso, ma tende a essere influenzato sempre più da mille altre voci extra-familiari, spesso caratterizzate da superficialità, da distorsioni, da intenti di strumentalizzazione e di cattura psicologica. Anche i tempi del dialogo familiare e dell'intimità post-lavorativa vengono invasi dai mezzi di comunicazione sociale, che condizionano pesantemente la vita intellettuale e affettiva della famiglia.

Occorre aiutare la famiglia a ritrovare il gusto e la responsabilità di quei valori umani originali, che in essa vengono celebrati a beneficio delle persone e, a lungo andare, dell'intera convivenza sociale.

Se la famiglia riuscisse a raccogliere sé stessa, intorno alla Parola di Dio, o riandando a ciò che fu proclamato in chiesa, durante la liturgia, o leggendo direttamente e organicamente le pagine bibliche, troverebbe una fonte inesauribile di messaggi preziosi circa la vita stessa della famiglia, circa le vicende che i familiari attraversano nelle diverse stagioni della vita, circa gli avvenimenti che succedono nel mondo d'oggi. Allora fatti e situazioni entrerebbero nella famiglia, non più in forma grezza e incombente, ma attraverso quel filtro di sapienza e di serenità che è la parola di Dio. Questa Parola, inoltre, potrebbe stimolare le famiglie a inventare una socialità nuova, superando, anche a prezzo di tempo e di fatica, le aggregazioni istintive e discriminanti, fondate sulla comune estrazione sociale e culturale.

(C. M. Martini, In principio la Parola)

 
« InizioPrec.31323334353637383940Succ.Fine »

Pagina 32 di 62

Ultime notizie

I più letti



Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Via Pellizzoni 20 - 20020 Solaro (MI)