Calendario Comunità Pastorale

Amici della Parrocchia

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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
Gesù Medico si fa vicino nel tempo della malattia
Lunedì 06 Giugno 2022 07:34

L’Unzione degli Infermi - incontro della Trinità Santa con la malattia ed il patire umano - manifesta la possibilità di un dolore salvifico, in cui il cristiano, nascosto con Cristo in Dio, viva l’esperienza dell’infermità come offerta di amore al Padre e comunione solidale con gli uomini, trasformando il dolore in amore ed accogliendo i frutti di guarigione e di vita, che il Dio vivente opera nell’interiorità del cuore e nella sua irradiazione fisica.

La celebrazione del Sacramento degli Infermi richiede e stimola una fede così profonda, da riconoscere la bontà divina anche nel tempo della malattia, ed una fiducia così grande, da aprirsi nell’offerta e nel dono di sé a tutte le possibili sorprese dell’Eterno...

Per chi crede in Dio e a Lui si affida, nulla mai è perduto: il Medico celeste, Gesù, lo accompagna e solleva sulla via dolorosa dell’infermità… si tratta di un dono grande del Signore, che ci soccorre nella nostra debolezza quando più ne abbiamo bisogno.

È bene accogliere l’invito della Chiesa a chiedere questo Sacramento - che può essere ricevuto anche più volte, qualora ce ne fosse la necessità - quando le condizioni di età o di infermità rendano il fedele particolarmente bisognoso dell’aiuto della grazia divina, precisamente perché esso ha lo scopo di conferire una grazia speciale al cristiano che sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia grave o alla vecchiaia.

Invochiamo per i nostri ammalati e anziani la luce per comprendere, vivere e annunciare in parole e opere il dono corroborante dell’amore di Dio, specialmente nell’ora del dolore e della malattia, quale si manifesta in tutta la sua bellezza attraverso il Sacramento dell’Unzione:

DIO DELLA VITA,

Tu che hai consegnato alla morte il Tuo unico Figlio per amore nostro, donaci di sperimentare la forza consolante e sanante del Tuo amore misericordioso e di offrire a Te il nostro dolore per la salvezza del mondo.

SIGNORE GESÙ CRISTO,

che Ti sei consegnato per noi al supremo abbandono della Croce,

fa’ che avvertiamo la Tua vicinanza nell’ora della nostra Croce

e condividiamo con Te l’offerta, che cambia il cuore e la vita.

SPIRITO SANTO CONSOLATORE,

che unisci l’Abbandonato della Croce a Colui che l’abbandona,

fa’ che riconosciamo nel Sacramento dell’Unzione

la potenza di vita effusa dal Risorto, e crediamo nella forza dell’amore,

che viene dall’alto, capace di trasformare il dolore

e di vincere l’apparente vittoria della morte. Amen.

 
5 giugno 2022
Sabato 28 Maggio 2022 16:13

5 Giugno 2022 - ore 18.00

Apertura dell’Ingresso

Da ora si entra da via San Quirico. Ci sarà da cambiare la strada per arrivarci, ci sarà un parcheggio diverso, recinzione e cancello particolari, una vista “speciale” della Cappella e degli edifici, da qui entreranno i ragazzi del prossimo Oratorio Feriale Estivo…

Il nuovo richiede sempre un po’ di attenzione… ma siccome “è meglio di prima” si farà in fretta ad abituarsi. Lasciamo a coloro che occuperanno la RSA, che sorgerà accanto, di ripetere i noiosi pessimistici ritornelli: “ma prima…”, “quando ero giovane io…”, “si è sempre fatto così”…

… del nuovo “Oratorio

Continua senza sosta l’attenzione, la cura e l’impegno educativo verso i Ragazzi e i Giovani che la Comunità cristiana di Solaro ha nei confronti delle nuove Generazioni.

È un’opera più che mai urgente visto che loro sono una delle categorie più colpite dall’epidemia, e che ci sarà bisogno di maggior cura nei prossimi anni.

Questa opera educativa esige una forte Comunità fatta di Cristiani Giovani e Adulti che si mettono a servizio di chi sta crescendo e, “buttandosi nella vita”, vuole seguire Gesù: scoprendo la propria vocazione e “allenandosi” a rispondere con fedeltà all’amicizia del Signore in modo personale, comunitario e aprendosi al mondo.

È un’opera che richiede anche ambienti adatti, quelli che stiamo attrezzando e che possono essere già “testati” Domenica 5 Giugno.

… e Centro Parrocchiale”:

Questi sono e saranno anche gli ambienti “comunitari” a disposizione della vita della Comunità cristiana: altri edifici sono destinati a culto e alla celebrazione della fede oppure alla carità.

Sono spazi per le Famiglie: dalla loro unione e dall’impegno educante dei Genitori nasce il “primo annuncio” sia della vita che della fede. Il futuro dell’educazione nasce da famiglie che vivono insieme, offrono se stesse e utilizzano questi nostri ambienti per creare e offrire “spazi educativi” a figli propri e altrui.

Eucarestia di Pentecoste

Non sarà un semplice taglio del nastro con annesso rinfresco.

La celebrazione eucaristica non è un di più, ma è il Centro di questo momento. Se non c’è Gesù come “Centro”, ogni altro “centro” è un “atomo vagante”: se l’Eucarestia non è importante l’oratorio (“luogo in cui si prega”) diventa un “ricreatorio” (“luogo in cui si gioca”) e il Centro parrocchiale diventa un “non-luogo” dove tanti passano, ma nessuno “con-vive”, cioè vive insieme le esperienze belle della vita e della fede.

Sarà l’Eucarestia della Festa di Pentecoste: incontro con Gesù per invocare il dono dello Spirito Santo sulla nostra Comunità che rinnova l’impegno ad educare cristianamente le nuove Generazioni; perché il “Maestro interiore” diriga i Genitori nel vivere con fiducia e gioia la missione educativa; per chiedere che lo Spirito inondi le menti, i cuori e la volontà dei nostri ragazzi e giovani. E il Mandato a Educatori e Animatori dell’Oratorio Estivo diventa segno di tutto ciò.

L’Eucarestia sarà presieduta da don Giuseppe Reduzzi: ringraziamo il Signore con lui per i suoi 40anni “da prete”. È bello averlo tra noi a questa apertura: lui ha creduto al progetto e l’ha indirizzato quando è stato “concepito”.

 
L’EUCARESTIA È IL DONO DI GESÙ PER ESSERE COMUNITÀ
Sabato 14 Maggio 2022 20:30

Preghiamo per i Ragazzi e le Ragazze che per la prima volta “faranno la comunione”

non solo con Gesù, ma anche con le nostre Comunità di Solaro e Brollo

 

Noi cattolici ci siamo abituati a ragionare così: finché non vi è comunione nella Chiesa e nella Comunità, non può esservi “comunione a messa”. Sembra una posizione di buon senso, che segue una logica elementare: se non c’è accordo sulle parole, sulle verità, sui poteri… come si può fare la comunione allo stesso pane e allo stesso calice?

Ma la nostra vita, che conosce bene anche questa logica, ne conosce anche un’altra, molto diversa e per certi versi capovolta. Sappiamo bene, infatti, che è proprio l’atto del “pasto comune” a rendere possibile una comunione di vita. Le difficoltà non sono soltanto un ostacolo alla comunione fraterna. Possono essere anche risolte sulla base di una esperienza di pasto comune, che anticipa e accompagna il divenire delle persone.

L’Eucaristia non è solo “culmine” del fatto che siamo Comunità, ma anche “fonte” di una identità comune da costruire, da strutturare, che trova alimento in questa “pratica di comunione sacramentale” per noi che siamo pellegrini in cerca della pienezza della nostra fede.

Essere consapevoli che l’Eucarestia è “sorgente” del nostro esser Comunità deve diventare modo di celebrare e modo di vivere l’Eucaristia.

Circa il modo di celebrare, è evidente che l’ospitalità eucaristica è la forma comune della esperienza cristiana e cattolica. Tutti, e sottolineo tutti, sono ospiti. Chi presiede, chi proclama, chi canta, chi serve, chi risponde. Tutti sono ospiti perché tutti compiono una sola azione il cui titolare non è altro che Cristo e la sua Chiesa, di cui nessuno è esclusivo rappresentante. Questa “articolazione ministeriale” è finalizzata a quel fine che Sant’Agostino definiva in modo così sorprendente: “siate quel che vedete, ricevete quel che siete”. Corpo di Cristo non è solo un ricevere, ma un “essere”, essere Chiesa, essere Comunità cristiana.

La Chiesa, corpo di Cristo in terra, è il fine dell’Eucaristia celebrata.

Ma se cambia il modo di celebrare, cambia anche il modo di vivere: essere Chiesa non è anzitutto gelosa custodia di un dono “privato”. Ma è vita “in uscita e in periferia”. Queste parole (che di solito attribuiamo alla originalità di papa Francesco) sono in realtà scritte nella tradizione eucaristica, che ci chiede di diventare soggetti accoglienti e ospitali.

Quello che ricevi nell’Eucarestia devi farlo diventare il tuo stile di vita: una cultura della ospitalità e della accoglienza non è l’eccezione di chi si sente Comunità ecclesiale, ma la norma piantata al centro della celebrazione eucaristica. Che riconcilia i diversi e abbatte i muri. A questo diciamo “amen” e su questo decidiamo la nostra sequela di Cristo.

 
Da “ARTIGIANI DI PACE” ad “ARTIGIANI DI FRATERNITÀ”
Lunedì 23 Maggio 2022 07:32

Sono i “titoli” delle nostre due Feste Patronali, titoli che provocano ad assumere uno stile “profetico” per la vita delle nostre Comunità di Solaro e Brollo.

Sono titoli “impegnativi”, cioè che impegnano a diventare ed essere “artigiani”, gente che agisce prima di dire, che si rimbocca le maniche prima che “predicare”.

Sono titoli legati alla situazione attuale che tocca l’Europa (solo?) e crea preoccupazione per ognuno e per tutti. La presenza di persone ucraine (soprattutto donne, ragazzi e bambini) ce lo ricorda “senza ombra di dubbio”.

Trovate gli appuntamenti della Festa di Brollo in terza pagina, mentre di seguito sono “accennati” alcuni appuntamenti che riguardano Solaro.

Per le nostre Comunità di Solaro e Brollo questi momenti non sono solo Calendario, ma sono tempo per “muoversi” e di “com-muoversi”. Si tratta di “muoversi” (meglio sarebbe “darsi una mossa”!) dopo il tempo di “blocco sociale” causato dall’epidemia, ma soprattutto di “com-muoversi”, cioè lasciare che il cuore si lasci toccare e diventi capace sia di “pace” che di “fraternità”

 

Domenica 5 Giugno 2022 (ore 18.00)

APERTURA INGRESSO DEL “NUOVO ORATORIO” IN VIA SAN QUIRICO.

Al taglio del nastro sarà presente don Giuseppe Reduzzi che vogliamo festeggiare per i suoi 40anni di Ordinazione presbiterale (di cui 13 anni vissuti tra noi).

Sarà bello anche celebrare tutti insieme l’Eucarestia sotto la nuova Cappella e offrire a Educatori e Animatori dell’Oratorio Estivo il mandato e la maglietta.

 

Giovedì 9 Giugno 2022 (dalle 7.30 alle 17.30)

Inizio dell’Oratorio Estivo “BATTICUORE” per i Ragazzi delle nostre due Parrocchie di Solaro e Brollo: quelli delle Classi Elementari a Solaro (quelli delle Classi Medie inizieranno Lunedì 13 Giugno all’oratorio di Brollo).

Sono in corso le iscrizioni e don Massimiliano “sta facendo scaldare i motori” a Educatori, Animatori e Volontari.

 

Domenica 12 Giugno 2022 (ore 11.00)

EUCARESTIA CON AMMALATI e ANZIANI e UNZIONE DEGLI INFERMI.

Momento all’interno della nostra Festa Patronale: occasione di mostrare affetto e vicinanza, ma soprattutto per offrire la forza e la speranza di Gesù Risorto a chi sente il peso della fragilità e della debolezza, della malattia e della sofferenza

 

Martedì 14 Giugno 2022 (ore 21.00 in Sala Polivalente - via san Francesco)

Il caro DON DARIO CORNATI (per anni Vicario “festivo ed estivo” a Solaro) ha accettato di offrirci una riflessione su come essere “artigiani di fraternità” oggi, provocandoci ad assumere “cambiamenti radicali” per un futuro migliore.

 

Domenica 19 Giugno 2022: FESTA PATRONALE DEI SANTI QUIRICO E GIULITTA

Il programma preciso verrà illustrato negli Avvisi di settimana prossima.

I rappresentanti delle Contrade stanno preparando qualcosa di “particolare”

 
Sposi cristiani: è bello amarsi in Gesù
Sabato 07 Maggio 2022 21:22

A suscitare una carezza

è quasi sempre un’altra carezza;

e più le carezze si moltiplicano

più la tenerezza si accende

come un fuoco che scalda

e orienta la persona al di sopra di sé,

verso l’Alto.

 

Una riflessione che mi ha colpito subito e che ho fatto mia, pensando alla mia relazione.

Quanto è vera! Spesso noi, io almeno sì, tendiamo a focalizzarci su quello che l’altro fa o dovrebbe fare, sul suo comportamento. Invece forse non dovremmo sprecare energie a giudicare l’altro/a. Non serve e spesso ci porta a vedere solo i difetti.

Dovremmo invece scegliere di amare sempre e comunque. Allora, forse, qualcosa nell’altro/a davvero cambia.

Io penso a tutte le carezze che la mia sposa mi ha riservato anche quando non me le meritavo. Mi ha sempre amato con lo stile di Gesù, cioè sempre e per prima.

Ecco, se ho cambiato qualcosa nel mio atteggiamento nei suoi confronti non è stato per i rimbrotti o per le litigate, ma per quelle carezze incondizionate e a volte immeritate.

Da lì è nato in me un sentimento di gratitudine verso di lei, un desiderio di restituire quanto lei mi stava dando. Un amore così bello proprio perché riesce ad andare oltre le mie miserie e mancanze.

Un amore che mi fa alzare gli occhi al Cielo perché ha il sapore dell’amore del Padre, un amore senza condizioni capace di accogliere tutto di me anche le parti meno belle.

Antonio e Luisa

 
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