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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
"Nella vecchiaia daranno ancora frutti" (Sal 92,15)
Domenica 24 Luglio 2022 08:24

2a Giornata mondiale dei Nonni e degli Anziani

"Nella vecchiaia daranno ancora frutti" (Sal 92,15)

dal Messaggio di papa Francesco

 

“Care nonne e cari nonni, care anziane e cari anziani,

dobbiamo vigilare su noi stessi e imparare a condurre una vecchiaia attiva anche dal punto di vista spirituale, coltivando la nostra vita interiore attraverso la lettura assidua della Parola di Dio, la preghiera quotidiana, la consuetudine con i Sacramenti e la partecipazione alla Liturgia.

E, insieme alla relazione con Dio, le relazioni con gli altri: anzitutto la famiglia, i figli, i nipoti, ai quali offrire il nostro affetto pieno di premure; come pure le persone povere e sofferenti, alle quali farsi prossimi con l’aiuto concreto e con la preghiera.

Tutto questo ci aiuterà a non sentirci meri spettatori nel teatro del mondo, a non limitarci a stare alla finestra. Affinando invece i nostri sensi a riconoscere la presenza del Signore, saremo come “olivi verdeggianti nella casa di Dio” (cfr Sal 52,10), potremo essere benedizione per chi vive accanto a noi.

La vecchiaia non è un tempo inutile in cui farci da parte tirando i remi in barca, ma una stagione in cui portare ancora frutti: c’è una missione nuova che ci attende e ci invita a rivolgere lo sguardo al futuro. «La speciale sensibilità di noi vecchi, dell’età anziana per le attenzioni, i pensieri e gli affetti che ci rendono umani, dovrebbe ridiventare una vocazione di tanti. E sarà una scelta d’amore degli anziani verso le nuove generazioni».

Molti di noi hanno maturato una saggia e umile consapevolezza, di cui il mondo ha tanto bisogno: non ci si salva da soli, la felicità è un pane che si mangia insieme.

Testimoniamolo a coloro che si illudono di trovare realizzazione personale e successo nella contrapposizione. Tutti, anche i più deboli, possono farlo: il nostro stesso lasciarci accudire - spesso da persone che provengono da altri Paesi - è un modo per dire che vivere insieme non solo è possibile, ma necessario…

Care nonne e cari nonni, care anziane e cari anziani, in questo nostro mondo siamo chiamati ad essere artefici della rivoluzione della tenerezza! Facciamolo, imparando a utilizzare sempre di più e sempre meglio lo strumento più prezioso che abbiamo, e che è il più appropriato alla nostra età: quello della preghiera. «Diventiamo anche noi un po’ poeti della preghiera: prendiamo gusto a cercare parole nostre, riappropriamoci di quelle che ci insegna la Parola di Dio».

La nostra invocazione fiduciosa può fare molto: può accompagnare il grido di dolore di chi soffre e può contribuire a cambiare i cuori…

Possiamo essere «la “corale” permanente di un grande santuario spirituale, dove la preghiera di supplica e il canto di lode sostengono la comunità che lavora e lotta nel campo della vita»…

 

 

Preghiera per la 2a Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani

 

Ti rendo grazie, Signore, per la benedizione di una lunga vita

perché, a chi in Te si rifugia, concedi sempre di portare frutti.

Perdona, o Signore, la rassegnazione e il disincanto,

ma non abbandonarmi quando declinano le forze.

Insegnami a guardare con speranza al futuro che mi doni,

alla missione che mi affidi e a cantare senza fine le tue lodi.

Fa’ di me un tenero artefice della Tua rivoluzione,

per custodire con amore i miei nipoti

e tutti i piccoli che in Te cercano riparo.

Proteggi, o Signore, papa Francesco

e concedi alla Tua Chiesa di liberare il mondo dalla solitudine.

Dirigi i nostri passi nella via della pace. Amen.

 
“L’amore familiare: vocazione e via di santità”
Venerdì 01 Luglio 2022 08:10

A conclusione del X Incontro Mondiale delle Famiglie a Roma

papa Francesco ha rivolto queste parole di incoraggiamento

Tutti voi coniugi, formando la vostra famiglia, con la grazia di Cristo avete fatto questa scelta coraggiosa: non usare la libertà per voi stessi, ma per amare le persone che Dio vi ha messo accanto. Invece di vivere come “isole”, vi siete messi “a servizio gli uni degli altri”. Così si vive la libertà in famiglia! Non ci sono “pianeti” o “satelliti” che viaggiano ognuno per la sua propria orbita.

La famiglia è il luogo dell’incontro, della condivisione, dell’uscire da sé stessi per accogliere l’altro e stargli vicino. È il primo luogo dove si impara ad amare. Questo non dimenticarlo mai: la famiglia è il primo luogo dove si impara ad amare.

Fratelli e sorelle, mentre con grande convinzione ribadiamo questo, sappiamo bene che nei fatti non è sempre così, per tanti motivi e tante diverse situazioni. E allora, proprio mentre affermiamo la bellezza della famiglia, sentiamo più che mai che dobbiamo difenderla. Non lasciamo che venga inquinata dai veleni dell’egoismo, dell’individualismo, dalla cultura dell’indifferenza e dalla cultura dello scarto, e perda così il suo “dna” che è l’accoglienza e lo spirito di servizio. La traccia propria della famiglia: l’accoglienza, lo spirito di servizio dentro la famiglia.

Quanto è importante per i genitori contemplare il modo di agire di Dio! Dio ama i giovani, ma non per questo li preserva da ogni rischio, da ogni sfida e da ogni sofferenza. Dio non è ansioso e iperprotettivo. Pensatelo bene, questo: Dio non è ansioso e iperprotettivo; al contrario, ha fiducia in loro e chiama ciascuno alla misura della vita e della missione. Pensiamo al bambino Samuele, all’adolescente Davide, al giovane Geremia; pensiamo soprattutto a quella ragazza, sedicenne, diciassettenne che concepì Gesù, la Vergine Maria. Si fida di una ragazza.

Cari genitori, la Parola di Dio ci mostra la strada: non preservare i figli da ogni minimo disagio e sofferenza, ma cercare di trasmettere loro la passione per la vita, di accendere in essi il desiderio di trovare la loro vocazione e di abbracciare la missione grande che Dio ha pensato per loro…

Cari genitori, se aiutate i figli a scoprire e ad accogliere la loro vocazione, vedrete che essi saranno “afferrati” da questa missione e avranno la forza di affrontare e superare le difficoltà della vita.

La scommessa sull’amore familiare è coraggiosa: ci vuole coraggio per sposarsi. Vediamo tanti giovani che non hanno il coraggio di sposarsi, e tante volte qualche mamma mi dice: “Faccia qualcosa, parli a mio figlio, che non si sposa, ha 37 anni!” - “Ma, signora, non gli stiri le camicie, incominci lei a mandarlo un po’ via, che esca dal nido”. Perché l’amore familiare spinge i figli a volare, insegna loro a volare e li spinge a volare. Non è possessivo: è di libertà, sempre.

E poi, nei momenti difficili, nelle crisi - tutte le famiglie ne hanno, di crisi - per favore non prendere la strada facile: “torno da mamma”. No. Andate avanti, con questa scommessa coraggiosa. Ci saranno momenti difficili, ci saranno momenti duri, ma avanti, sempre. Tuo marito, tua moglie ha quella scintilla di amore che avete sentito all’inizio: lasciatela uscire da dentro, riscoprite l’amore. E questo aiuterà tanto nei momenti di crisi.

La Chiesa è con voi, anzi, la Chiesa è in voi! La Chiesa, infatti, è nata da una Famiglia, quella di Nazaret, ed è fatta principalmente di famiglie. Che il Signore vi aiuti ogni giorno a rimanere nell’unità, nella pace, nella gioia e anche nella perseveranza nei momenti difficili, quella perseveranza fedele che ci fa vivere meglio e mostra a tutti che Dio è amore e comunione di vita.

 
Festa Patronale dei Santi Quirico e Giulitta 2022
Domenica 19 Giugno 2022 06:56

Facciamo festa anche se non è una cosa spontanea di questi tempi: nonostante che siamo liberi dalle costrizioni Covid alcune paure sono rimaste. Si è aggiunta l’invasione dell’esercito russo all’Ucraina… e la conseguente incerta situazione economica che fa presagire sacrifici gravi nei prossimi anni.

Facciamo festa insieme anche se non è semplice: c’è tanta voglia di “evadere” da regole che ci hanno pesantemente condizionato, ma è una voglia che tende alla “esagerazione” (speriamo non all’eccesso!), alla ricerca del “ciò che piace a me”, senza desiderare che sia gioia condivisa, che sia festa di popolo.

Facciamo festa con gli ucraini che sono fuggiti e sono giunti tra noi: facciamo festa “con loro”, non tanto “a loro”: Chiediamo loro di farsi conoscere. Si racconteranno e ci racconteranno la loro vita e quella delle loro famiglie e del loro paese, le paure e le attese… e soprattutto la voglia di “normalità” che sostiene la speranza di tornare per ricostruire.

Facciamo festa per l’accoglienza manifestata da Solaro verso i profughi dell’Ucraina: un segno di grande umanità, di desiderio di essere “fratelli tutti”, nell’attesa di poter stringere le mani anche alle persone russe che vivono tra noi mentre si fermano le atroci azioni di violenza in quelle terre dell’Est Europa.

Facciamo festa per essere “artigiani di fraternità”: è l’impegno per rispondere alla profezia lanciata di papa Francesco. “Fraternità” è il vivere concreto di chi desidera la “pace”, è cercare un modo di stare in mezzo agli altri e vivere per il bene di tutti.

Facciamo festa nella memoria dei Santi Quirico e Giulitta: guardiamo alla loro fede forte davanti alla violenza, alla fierezza davanti all’oppressore, all’onore di professare Gesù come “l’unico” davanti a chi voleva essere “il primo” e obbligare ad adorare in idolo, al loro affetto che unisce in unico abbraccio e martirio mamma e figlio.

Facciamo festa con tutta la nostra Parrocchia dei Santi Quirico e Giulitta, ma ormai strettamente unita alla Parrocchia Madonna del Carmine al Villaggio Brollo. È un cammino di comunione che ci porta a diventare Comunità Pastorale: per ora impegniamoci a trovare il nome di questa nuova realtà che nascerà.

Facciamo festa soprattutto nel nome di Gesù, che è Colui che ha guidato i nostri Santi Patroni e che continua a sostenere il nostro camminare qui e ora.

 
Ragazzi e famiglie, anziani e poveri
Domenica 26 Giugno 2022 09:00

Prendersi cura è lo stile di ogni Comunità cristiana che voglia dirsi tale: è lo stile di Gesù e della Chiesa che Lui ha voluto, e che continua a sostenere inviando lo Spirito Santo.

Prendersi cura è lo stile della nostra Comunità dei Santi Quirico e Giulitta che abbiamo festeggiato la scorsa Domenica, lo stile che cerchiamo di vivere concretamente.

È questo il senso di alcune scelte che abbiamo fatto in questi anni e che si stanno “materializzando”.

Cosa significa impegnarsi nel costruire un “Oratorio e Centro Parrocchiale” se non aver cura di ragazzi e giovani, di avere attenzione educativa insieme ai Genitori per il bene delle nuove generazioni, ma anche delle famiglie nel loro insieme (nonni compresi!). Al di là delle mura c’è una grande voglia di prendersi cura di ragazzi e giovani, facilitando ogni famiglia. Provate a passare per via san Quirico alle ore 17.30, quando si conclude la giornata dell’Oratorio Estivo!

È il prendersi cura degli anziani e delle loro “ultime fragilità” che ci ha spinto a mettere in vendita il “boschetto” di via san Quirico - a fianco del nuovo “Oratorio e Centro Parrocchiale” - perché venga costruita una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA). È un’esigenza sociale che “serpeggia” tra la gente di Solaro: è bello desiderare di avere ancora vicini i propri cari anziani, così che possano essere accuditi con le dovute cure, quelle attenzioni che (purtroppo) non possono essere garantite in casa. L’Impresa Carron sta ultimando le pratiche burocratiche perché possano iniziare al più presto i lavori.

È il prendersi cura delle famiglie bisognose che ci impegna a dare una nuova sede alla Caritas. L’ex-Oratorio Femminile in “piazza Mercato” e il terreno antistante dovevano essere dati in permuta alla ditta costruttrice del nuovo “Oratorio e Centro Parrocchiale” (ora fallita): ora abbiamo la possibilità di vendere questi terreni ad un'altra Impresa. E la Caritas dove andrà? Essendo ormai agibile il nuovo “Oratorio”, la sede Caritas “traslocherà” in quello che viene chiamato “oratorio maschile” (San Luigi). Nei prossimi mesi avverrà questo passaggio e comporterà un grande lavoro da parte dei volontari-Caritas, ma ci sarà bisogno anche di altra “manodopera”: tenersi pronti alla chiamata!

Prendersi cura sempre… perché questo conferma la nostra fede! Oltre a quanto “in grande” facciamo come Comunità, c’è tutto quello che ognuno di noi può fare nel “piccolo” di ogni giorno, in famiglia e fuori casa, sul lavoro e in vacanza, con bambini e anziani, con sani e malati… sempre e ovunque!

 

Per facilitare il trasloco della sede Caritas…

NON PORTARE NEI PROSSIMI MESI ESTIVI

vestiti, giocattoli e altro materiale nella sede di “piazza Mercato”

 
Festa Patronale dei Santi Quirico e Giulitta “ARTIGIANI DI FRATERNITÀ”
Domenica 12 Giugno 2022 07:27

«FRATELLI TUTTI», scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Tra i suoi consigli voglio evidenziarne uno, nel quale invita a un amore che va al di là delle barriere della geografia e dello spazio. Qui egli dichiara beato colui che ama l’altro «quando fosse lontano da lui, quanto se fosse accanto a lui». Con queste poche e semplici parole ha spiegato l’essenziale di una fraternità aperta, che permette di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona al di là della vicinanza fisica, al di là del luogo del mondo dove è nata o dove abita.

Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità.

Tra tutti: «Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme».

Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli! (papa Francesco, Enciclica FRATELLI TUTTI nn. 1 e 8)

 

Non è facile sognare in questo modo oggi: i nostri sembrano più tempi di violenza verso donne e persone fragili, all’interno delle famiglie, tra popoli e popoli. Ma in modo coraggioso vogliamo “sognare” con papa Francesco. Ed è questo “desiderio” che vogliamo esprimere e rafforzare in questa Festa dei nostri due Santi Patroni.

Saremo incoraggiati da don DARIO CORNATI che Martedì ci aiuterà a vedere le diverse sfaccettature dell’essere “fratelli tutti” e come vivere concretamente questa “ispirazione” tra noi, con chi ci abita accanto, nel leggere gli eventi del mondo.

Rinnoveremo in modo comunitario l’accoglienza offerta da Solaro alle famiglie fuggite dall’UCRAINA: ora vivono tra noi come nostri “sorelle e fratelli”. Venendo tra noi hanno potuto già condividere il nostro vivere, essere aiutati e camminare con noi. Chiederemo a loro di farsi conoscere, di aprirsi per raccontarci quanto portano nel loro cuore sofferente, di “mostraci i loro ricordi”. Vuole essere un momento di fraternità senza intenzioni politiche. Lo sappiamo per esperienza che noi, “la gente”, in ogni parte del mondo non vuole violenza, ma desideriamo tutti e tutte avere “spazi” per esprimere il meglio di sé, e, come famiglie e come “popolo”, vivere in tempi di pace belli e duraturi.

Anche i segni delle otto CONTRADE esposti in chiesa, nelle vie e al Centro Sportivo esprimeranno questa “voglia” di essere in Solaro ARTIGIANI DI FRATERNITÀ.

 
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