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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
È Cristo la medicina per l'egoismo PDF Stampa E-mail

Tasche piene, ma cuori svuotati

“Papa Francesco ripete con dolce insistenza e la consapevolezza paterna di chi non si scandalizza per la nostra debolezza e per le contraddizioni del cuore umano: «Se vivo per le cose del mondo che passano, torno alla polvere, rinnego quello che Dio ha fatto in me. Se vivo solo per portare a casa un po’ di soldi e divertirmi, per cercare un po’ di prestigio, fare un po’ di carriera, vivo di polvere». Cosa c’è di umano nel vivere per i soldi, nel riempire le tasche e nello svuotare il cuore?

Il nostro cuore è malato. La nostra società è malata. Lo vediamo da tanti segnali: l’inverno demografico è la prova che siamo chiusi al futuro e all’imprevedibile che ogni nuova nascita di un bimbo o una bimba arreca; la chiusura verso chi proviene da altre zone del mondo ci dice che non abbiamo ancora capito che il mondo è per davvero «il villaggio globale» e che deve diventare «la casa comune» di cui ci parla Laudato si’; i consumi astronomici di antidepressivi che si registrano in Italia ci parlano di un Paese stanco, disilluso, ripiegato su di sé. Dove trovare dunque quel colpo d’ala che ci può far rinascere, come persone e come comunità?

Papa Francesco ha sempre unito lo spirituale alla storia. Cosa diventa, infatti, il cristianesimo quando resta disincarnato? La medicina per curare la nostra infermità spirituale ha un nome, Gesù: «Solo Gesù, che conosce e ama il nostro cuore, può guarirlo». Perché il nostro cuore è ferito dal nostro egoismo, dalle nostre piccinerie, chiusure e autolesionismi.

Sì, «il peccato è come un velo scuro che copre il nostro viso e ci impedisce di vedere chiaramente noi stessi e il mondo; il perdono del Signore toglie questa coltre di ombra e di tenebra e ci ridona nuova luce».

Abbiamo bisogno di questa luce come abbiamo bisogno dell’aria per respirare. E questa luce ci viene incontro nella Parola di Dio: è il racconto della vita di Gesù, che troviamo nel Vangelo, l’attestazione bella e gioiosa che Dio non è una divinità lontana né un idolo insensibile. Il Dio cristiano si è manifestato in un bimbo che è nato in una stalla, in un uomo che predicava la pace e la misericordia, in un crocifisso che si è arreso alla malvagità umana.” (+ Matteo Zuppi)

“Papa Francesco ripete con dolce insistenza e la consapevolezza paterna di chi non si scandalizza per la nostra debolezza e per le contraddizioni del cuore umano: «Se vivo per le cose del mondo che passano, torno alla polvere, rinnego quello che Dio ha fatto in me. Se vivo solo per portare a casa un po’ di soldi e divertirmi, per cercare un po’ di prestigio, fare un po’ di carriera, vivo di polvere». Cosa c’è di umano nel vivere per i soldi, nel riempire le tasche e nello svuotare il cuore?

Il nostro cuore è malato. La nostra società è malata. Lo vediamo da tanti segnali: l’inverno demografico è la prova che siamo chiusi al futuro e all’imprevedibile che ogni nuova nascita di un bimbo o una bimba arreca; la chiusura verso chi proviene da altre zone del mondo ci dice che non abbiamo ancora capito che il mondo è per davvero «il villaggio globale» e che deve diventare «la casa comune» di cui ci parla Laudato si’; i consumi astronomici di antidepressivi che si registrano in Italia ci parlano di un Paese stanco, disilluso, ripiegato su di sé. Dove trovare dunque quel colpo d’ala che ci può far rinascere, come persone e come comunità?

Papa Francesco ha sempre unito lo spirituale alla storia. Cosa diventa, infatti, il cristianesimo quando resta disincarnato? La medicina per curare la nostra infermità spirituale ha un nome, Gesù: «Solo Gesù, che conosce e ama il nostro cuore, può guarirlo». Perché il nostro cuore è ferito dal nostro egoismo, dalle nostre piccinerie, chiusure e autolesionismi.

Sì, «il peccato è come un velo scuro che copre il nostro viso e ci impedisce di vedere chiaramente noi stessi e il mondo; il perdono del Signore toglie questa coltre di ombra e di tenebra e ci ridona nuova luce».

Abbiamo bisogno di questa luce come abbiamo bisogno dell’aria per respirare. E questa luce ci viene incontro nella Parola di Dio: è il racconto della vita di Gesù, che troviamo nel Vangelo, l’attestazione bella e gioiosa che Dio non è una divinità lontana né un idolo insensibile. Il Dio cristiano si è manifestato in un bimbo che è nato in una stalla, in un uomo che predicava la pace e la misericordia, in un crocifisso che si è arreso alla malvagità umana.” (+ Matteo Zuppi)

 
Apriamo il cuore… e le mani PDF Stampa E-mail

Come ogni anno, nel Tempo di Avvento le nostre Comunità Cristiane propongono ai fedeli, un gesto di carità rivolto alle famiglie in difficoltà.

La crisi energetica e la guerra in Ucraina hanno generato un’impennata dei prezzi di elettricità, gas, benzina, spesa alimentare, incrementando il costo della vita di tutte le famiglie.

Per tutti questi costi comportano qualche piccolo sacrificio economico, per altre persone e famiglie invece stanno diventando insostenibili, anche perché i problemi legati al lavoro (disoccupazione, precarietà, licenziamenti) e all’affitto, sono ancora presenti.

Il Primo Avvento della neonata Comunità Pastorale “Discepoli di Emmaus” vogliamo dedicarlo, all’iniziativa “BOLLETTA SOSPESA”, poiché molte richieste di aiuto giungono al Centro d’Ascolto, e prevediamo che presto se ne aggiungeranno delle altre.

Con l’iniziativa “BOLLETTA SOSPESA” vogliamo testimoniare un segno di attenzione particolare e soprattutto un impegno concreto nei confronti di chi si trova in difficoltà. Il tuo contributo (piccolo, medio o grande) sarà destinato al pagamento delle utenze a chi ne farà richiesta.

L’iniziativa è promossa in modo unitario dalla Caritas della Comunità “Discepoli di Emmaus” e dal Circolo Acli Città del Sole, tramite il fondo già esistente legato al progetto “Sostegni di Vicinanza”, che dal 2014 raccoglie fondi e eroga contributi a favore delle famiglie in difficoltà, e in continuità con le altre iniziative portate avanti dal progetto stesso: lo spettacolo teatrale del 5 novembre, la cena-vendita della tradizionale “Cassoeula”.

È possibile aderire alla proposta “BOLLETTA SOSPESA” dando una busta in Parrocchia, mettendo il tuo Contributo nell’apposito contenitore in fondo alla chiesa o tramite bonifico bancario sul C/c Acli/Caritas IBAN IT45 Y030 6909 6061 0000 0077 404 indicando la causale “Bolletta sospesa”.

Il sostegno alle famiglie bisognose potrà inoltre essere dato anche in occasione della GIORNATA DELLA BONTÀ: Sabato 17 e Domenica 18 Dicembre sarà possibile portare nelle nostre due chiese beni alimentari e non, per permettere a tutti di poter trascorrere un Natale più sereno (nelle prossime settimane verranno date indicazioni più dettagliate circa i beni più necessari).

Il Gruppo Caritas

 
AVVENTO: tempo per "gridare" PDF Stampa E-mail

Quest’anno per le nostre Parrocchie di Solaro e Brollo l’inizio dell’AVVENTO è stato speciale: siamo partiti come unica Comunità Pastorale, “in comunione”, camminando insieme più intensamente con Gesù presente e accanto a noi come i due discepoli che andavano ad Emmaus.

Questo inizio speciale è avvenuto mentre condividiamo con tutti la fatica e le paure di questo nostro tempo fatto di “venti di guerra”, crisi energetiche, incerta situazione economica e politica, ma anche di "nascosta" voglia di reagire e trovare nuovi modi di esprimere il meglio di noi.

Se ripensiamo al brano evangelico di Luca, anche Cleopa e l’amico che andavano ad Emmaus portavano nel cuore sentimenti di “di-sperazione”, di speranze cadute e aspettative che non si erano realizzate: credevano che Gesù avrebbe cambiato tutto e incominciato a costruire un “mondo nuovo”, invece… era morto crocifisso! A loro non bastavano neanche le testimonianze delle donne che avevano trovato il sepolcro vuoto e visto degli angeli.

Dentro loro c’era un “grido”… che però faceva nascere solo lamentele e sconforto: per loro era meglio andarsene da Gerusalemme, troppi erano i ricordi anche belli ma tristi e fallimentari.

Forse il “grido soffocato” è dentro anche in noi, e non solo in noi: è il “grido” che ci fa pensare (e dire) che “non va bene niente”. Siamo rassegnati al punto tale che facciamo fatica a “gridare”, ad emettere tutta la voglia di tentare strade nuove, di unirsi, di rimboccarsi le maniche per creare relazioni belle.

Ed ecco che Gesù si mette accanto ai due discepoli di Emmaus: sta in silenzio come ci pare che faccia Dio con noi; ascolta come quando noi lo preghiamo; li lascia “sfogare” come facciamo noi con Dio; fa finta di non sapere niente della situazione come a noi pare che Dio sia lontano…

Forse se ci mettiamo a pregare “sfogandoci” con Gesù sarebbe già Natale! Gesù viene, è venuto e ancora si mette accanto a noi, e sta in silenzio, ascolta le nostre lamentele, a Lui il nostro “gridare” piace… e aspetta che glielo “doniamo” pregandolo. Così è già “avvento”, cioè “venuta”: Lui ci attende, Lui c’è, Lui “fa già Natale” in ogni nostra preghiera.

 
Decreto Costituzione Comunità Pastorale “Discepoli di Emmaus” PDF Stampa E-mail

Lo slancio missionario a cui le nostre Parrocchie sono particolarmente chiamate in questo momento storico della Chiesa Ambrosiana sottolinea la necessità di nuove scelte, nella linea di un’autentica pastorale d’insieme…

 

A tale scopo è emersa in questi anni come modalità come “particolarmente significativa e promettente” di pastorale d’insieme, la Comunità Pastorale “intesa come forma di ‘unità pastorale’ tra più Parrocchie affidate alla cura pastorale unitaria e chiamata a vivere un cammino condiviso e coordinato di autentica comunione, attraverso la realizzazione di un concreto, preciso e forte progetto pastorale missionario”.

 

Avendo constatato tra le Parrocchie del Comune di Solaro la presenza di un significativo cammino pastorale d’insieme, dopo aver effettuato le consultazioni necessarie e opportune riteniamo sia maturo il tempo per avviare con prudenza e coraggio la realizzazione di una nuova Comunità Pastorale.

 

Pertanto le seguenti Parrocchie site nel Comune di Solaro:

• Santi Quirico e Giulitta

• Madonna del Carmine

vengono costituite in soggetto pastorale unitario denominato

COMUNITÀ PASTORALE

“DISCEPOLI DI EMMAUS” in SOLARO ,

che avrà la sua sede centrale presso la Parrocchia dei Santi Quirico e Giulitta in Solaro…

 

All’interno del progetto comune le singole Parrocchie continueranno ad essere il luogo ordinario della vita liturgica e sacramentale dei fedeli mentre alcuni ambiti saranno particolarmente articolati tra dimensione parrocchiale e Comunità Pastorale, in modo tale che siano valorizzate le specificità delle singole comunità parrocchiali e non manchi a livello locale quell’attenzione a tutti che è tra i compiti specifici della comunità cristiana.

 

+Mario Delpini, Arcivescovo

 
Ora Comunità Pastorale “DISCEPOLI DI EMMAUS”! PDF Stampa E-mail

bato prossimo, alla presenza del Vicario Episcopale mons. Luca Raimondi, diventeremo ufficialmente “Comunità Pastorale”, cioè?

Il nostro Arcivescovo ci chiede, da ora in poi, di vivere in modo nuovo l’essere cristiani ed essere Comunità Cristiane in questo pezzo di Lombardia: da sabato ci viene rivolta la chiamata ad essere “corpo di Cristo” tra le case e le vie di Solaro e Brollo.

Abbiamo scelto di vivere questa “vocazione” nello stile dei due discepoli di Gesù Risorto che camminano verso Emmaus e lo riconoscono a tavola mentre spezza il pane, come è raccontato nel Vangelo di Luca (cap. 24). Anche noi due come i due discepoli diretti a Emmaus, due che camminano insieme, due “disperati” che dubitano che Gesù sia veramente risorto… ma che hanno Gesù accanto anche se non lo vedono.

Questa chiamata che l’Arcivescovo ci rivolge diventa per tutti noi un impegno a non voltarci indietro, a non stare fermi, ma ad essere “nuovi”.

Siamo chiamati a vivere un nuovo modo di essere “discepoli” di Gesù: come i due discepoli di Emmaus desideriamo essere Comunità capaci di camminare insieme e condividere gioie e sofferenze, ma soprattutto lasciare che Gesù col suo Vangelo “faccia ardere” i nostri cuori.

Siamo chiamati a vivere un nuovo modo di essere Chiesa: Comunità cristiane non più legate al proprio “campanile”, sentendosi appartenenti al gruppo dei discepoli di Gesù, che si esprime sia nell’essere “un cuor solo ed un’anima sola”, sia nel condividere intenti e impegni.

Siamo chiamati a riconoscerci fratelli e sorelle attorno all’unica mensa eucaristica ogni domenica, perché è dalla “Comunione” con Gesù che si consolida la “comunione” tra noi.

Siamo chiamati a vivere insieme in modo nuovo, per lasciar emergere “ministeri” nella Comunità: anche se diminuiscono i preti (permesso dallo Spirito Santo?), però è bello che il Consiglio Pastorale abbia responsabilità, è bello che Lettori, Accoliti e Catechisti sostengano i fedeli, è bello che incaricati della carità offrano quanto serve a persone e famiglie bisognose… “tutti a servizio del bene comune”

Siamo chiamati a vivere un nuovo modo di essere luce del mondo e sale della terra nei nostri giorni carichi di caos e di tensioni: Gesù ci manda a portare speranza e incoraggiamento tra famiglie che “gridano” la loro incertezza e aspettano segnali di carità.

Tutto questo sarà sorretto dallo Spirito santo, sarà vissuto in comunione con la Chiesa di Milano, e sarà frutto del nostro impegno.

 
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Sabato, 11 gennaio 2020

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