Calendario Comunità Pastorale

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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
DISCEPOLI, perciò “santi”: sempre in COMUNIONE PDF Stampa E-mail

“Esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine "santi" si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo.

Gesù pregò il Padre per la comunione tra i discepoli, con queste parole: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21).

La Chiesa, nella sua verità più profonda, è comunione con Dio, familiarità con Dio, comunione di amore con Cristo e con il Padre nello Spirito Santo, che si prolunga in una comunione fraterna. Questa relazione tra Gesù e il Padre è la "matrice" del legame tra noi cristiani: se siamo intimamente inseriti in questa "sorgente", in questa fornace ardente di amore, allora possiamo diventare veramente un cuore solo e un’anima sola tra di noi, perché l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L’amore di Dio brucia anche i nostri peccati.

Se c’è questo radicamento nella sorgente dell’Amore, che è Dio, allora si verifica anche il movimento reciproco: dai fratelli a Dio; l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio. Essere uniti fra noi ci conduce ad essere uniti con Dio, ci conduce a questo legame con Dio che è nostro Padre. Questo è la comunione “tra” i santi: la nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri. Se noi siamo uniti la fede diventa forte. Nei momenti difficoltosi è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri, per chiedere aiuto, per chiedere di darci una mano… In questa comunione - comunione vuol dire comune-unione - siamo una grande famiglia, dove tutti i componenti si aiutano e si sostengono.

La comunione dei Santi va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi va al di là e continua nell’altra vita; è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra noi pellegrini in questo mondo e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione.”

(papa Francesco)

 
Giornata Missionaria Mondiale - “DI ME SARETE TESTIMONI” PDF Stampa E-mail

La forma plurale di questo comando di Gesù sottolinea il carattere comunitario-ecclesiale della chiamata missionaria dei discepoli. Ogni battezzato è chiamato alla missione nella Chiesa e su mandato della Chiesa: la missione perciò si fa insieme, non individualmente, in comunione con la comunità ecclesiale e non per propria iniziativa. E se anche c’è qualcuno che in qualche situazione molto particolare porta avanti la missione evangelizzatrice da solo, egli la compie e dovrà compierla sempre in comunione con la Chiesa che lo ha mandato… Infatti, non a caso il Signore Gesù ha mandato i suoi discepoli in missione a due a due; la testimonianza dei cristiani a Cristo ha un carattere soprattutto comunitario. Da qui l’importanza essenziale della presenza di una comunità, anche piccola, nel portare avanti la missione.

In secondo luogo, ai discepoli è chiesto di vivere la loro vita personale in chiave di missione: sono inviati da Gesù al mondo non solo per fare la missione, ma anche e soprattutto per vivere la missione a loro affidata; non solo per dare testimonianza, ma anche e soprattutto per essere testimoni di Cristo... L’essenza della missione è il testimoniare Cristo, vale a dire la sua vita, passione, morte, e risurrezione per amore del Padre e dell’umanità… È Cristo, e Cristo risorto, Colui che dobbiamo testimoniare e la cui vita dobbiamo condividere. I missionari di Cristo non sono inviati a comunicare sé stessi, a mostrare le loro qualità e capacità persuasive o le loro doti manageriali. Hanno, invece l’altissimo onore di offrire Cristo, in parole e azioni, annunciando a tutti la Buona Notizia della sua salvezza con gioia e franchezza, come i primi apostoli. Perciò, in ultima analisi, il vero testimone è il “martire”, colui che dà la vita per Cristo, ricambiando il dono che Lui ci ha fatto di Sé stesso…

A proposito della testimonianza cristiana, rimane sempre valida l’osservazione di San Paolo VI: «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni» Perciò è fondamentale, per la trasmissione della fede, la testimonianza di vita evangelica dei cristiani. D’altra parte, resta altrettanto necessario il compito di annunciare la sua persona e il suo messaggio…

Nell’evangelizzazione, perciò, l’esempio di vita cristiana e l’annuncio di Cristo vanno insieme. L’uno serve all’altro. Sono i due polmoni con cui deve respirare ogni comunità per essere missionaria. Questa testimonianza completa, coerente e gioiosa di Cristo sarà sicuramente la forza di attrazione per la crescita della Chiesa anche nel terzo millennio. Esorto pertanto tutti a riprendere il coraggio, la franchezza, quella parresia dei primi cristiani, per testimoniare Cristo con parole e opere, in ogni ambiente di vita.

 
“Vieni, Spirito Santo!” PDF Stampa E-mail

Vieni, Spirito Santo, sui Ragazzi e le Ragazze che ricevono la Cresima. Entrano in una età importante e carica di incertezze. Infondi in loro tanta fortezza per essere capaci di affrontare le “sfide” che la vita presenterà a loro, e di vincerle con coraggio e gioia.

Vieni, Spirito di Gesù, sui loro Genitori. Hanno bisogno di luce e pazienza per stare accanto ai figli. Rendili capaci di discernere ogni situazione e infondi voglia di sostenere e incoraggiare chi è stato loro affidato dal Padre.

Vieni, Spirito d’Amore, sulle loro famiglie: La vita “sempre di corsa” e la situazione attuale non rende facile stare uniti, amarsi e progettare insieme. Fa’ crescere affetto e collaborazione, intimità e fedeltà.

Vieni, Spirito di sapienza, nel nostro Oratorio di Solaro e Brollo. C’è bisogno di Te, ne hanno bisogno Educatori e Catechisti, Animatori e Volontari… tutti coloro che collaborano ad educare i nostri Ragazzi e i nostri Giovani. Dona loro gioia per essere discepoli di Gesù e testimoni del suo affetto, dona occhi per guardare con amore i “cuccioli di uomo”, dona intelligenza per capire la loro vita, dona voce per annunciare il Vangelo di Gesù, dona “fantasia” per trovare sentieri di fede e carità per sostenere “la voglia di vivere e di essere felici”.

Vieni, Spirito di Comunione, sulle nostre Parrocchie di Solaro e Brollo, che diventano “Comunità Pastorale”. Donaci fortezza per abbattere tutti i “campanilismi”, fa crescere “ministri” che assumano responsabilità nel sostenere “l’essere un cuor solo ed un’anima sola”, scuotici per essere pronti a “rendere ragione della speranza che è in noi”, quella che ci viene dal Padre e si è manifestata in Gesù Cristo .Molto cammino per unirci è già stato fatto, ora è necessario avere voglia e volontà per essere sempre più uniti a Gesù, Roccia sicura della Chiesa, e per essere sempre più in comunione tra noi.

Da Sabato 12 Novembre 2022 le nostre due Parrocchie di Solaro, Santi Quirico e Giulitta e Madonna del Carmine al Villaggio Brollo, diventeranno COMUNITÀ PASTORALE, assumendo il nome di

“DISCEPOLI DI EMMAUS”.

Nel pomeriggio di Sabato 12 Novembre ci sarà la celebrazione di inizio alla presenza del Vicario Episcopale S. Ecc. Mons. Luca Raimondi. Le Eucarestie delle prossime Domeniche ci aiuteranno ad essere pronti a entrare in questo nuovo “tempo di grazia”, che coincide con l’inizio del nuovo Anno Liturgico con l’Avvento

 
Festa della “nostra” Madonna del Rosario CON o SENZA PROCESSIONE? PDF Stampa E-mail

Dopo due anni di CoVid questo poteva essere l’anno buono per fare la Festa della “nostra” Madonna del Rosario riprendendo a fare la Processione con la statua… senza voler competere con quelle “solennissime” di Saronno!

Nei due anni di CoVid abbiamo preso l’occasione per restaurare la statua, che è stata rimessa a nuovo ed ha avuto il benestare della Sovrintendenza alle Belle Arti, che ha consigliato vivamente di non spostarla per evitare di accrescere le sue fragilità. È bello ricordare ancora che questo restauro è stato possibile per la generosità dei fedeli di Solaro, che anche in quella circostanza hanno mostrato l’attaccamento alla “nostra” Madonna… che non dimentica l’amore che abbiamo per Lei e sicuramente ricompenserà ancora chiedendo a Gesù grazie per i solaresi.

La “nostra” Madonna è dedicata al Rosario… ma tutti sappiamo che la Mamma di Gesù è una sola! Quella di Solaro, quella di Limbiate e quella di Fatima indicano solo il luogo dove la sua intercessione ha ottenuto da Gesù un aiuto speciale: l’amore che Solaro ha per la “nostra” Madonna conferma che Maria anche tra noi “ha lasciato il segno”!

Il fatto che qui a Solaro amiamo la Mamma di Gesù pregandola con il Rosario deve essere un incoraggiamento a meditare i “misteri” della vita di Gesù: se guardiamo a Lei siamo indirizzati a “gustare” e “godere” la Bellezza e la Carità di Dio che si è espressa in tanti momenti della vita del Figlio di Dio: Natale, annuncio del Regno, Ultima Cena, guarigioni, Morte, Pasqua, Pentecoste…

Non ci può essere Rosario senza sguardo continuo ai Vangeli: i “misteri” della Gioia, quelli della Luce, quelli del Dolore e quelli della Gloria sono i tempi della Vita di Gesù che possono essere “capiti” solo se sono letti e meditati nelle pagine evangeliche. Ma sono anche “misteri” che infondono in noi i sentimenti che lo Spirito di Gesù “semina dentro”: la Gioia di essere figli di Dio, la Luce che ci viene dal meditare il Vangelo, il Dolore purificato da Gesù che muore in croce per salvarci, la speranza della Gloria che ci attende quando saremo con Gesù, Maria e i Santi, e tutti i nostri cari defunti.

Questa è la “vera” devozione a Maria. Questa è l’amore che, guardando la statua della “nostra” Madonna, viene suscitato dallo Spirito. Questa devozione e questo amore diventano spinta a “copiare lo spirito” di Gesù “immergendoci” nel suo Vangelo, per poi essere sempre e ovunque suoi testimoni, suoi fratelli e sorelle, suoi missionari di speranza, operatori di giustizia e carità verso tutti.

Se questo è il “santo” modo di amare la “nostra” Madonna, allora la Processione potrebbe essere un ulteriore segno di affetto. Non possiamo farla con la statua… troveremo un altro modo nei prossimi anni creando un “segno” utile alla nostra fede e alla nostra speranza, per essere capaci di sempre maggiore amore fraterno e verso i più bisognosi.

 
FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO PDF Stampa E-mail

Domenica prossima festeggeremo la “nostra” Madonna del Rosario.

La Sovraintendenza alle Belle Arti che ha confermato il successo del Restauro della statua chiede che non venga “trasportata” per le vie del Paese.

Nei prossimi anni si potrà riprendere la Processione trovando qualche soluzione (stendardo? riproduzione della statua?): per ora continuiamo a pregare il Rosario come ci invita a fare l’Arcivescovo.

“Il Rosario

La contemplazione dei misteri di Cristo con l'animo di Maria è la via più sapiente che il credente può praticare per comprendere i sentimenti di Gesù e condividerli. La forma semplice della ripetizione si presta anche a un meccanicismo che inaridisce la preghiera. Ma se la ripetizione è vissuta con attenzione e amore può rendere più intensa la contemplazione.

La forma semplice della ripetizione permette di pre­gare facilmente insieme: nelle famiglie, nella prepara­zione alla messa, nel ringraziare dopo la celebrazione, nel condividere il lutto pregando per i defunti, nel condividere l'invocazione straziata di fronte alle pro-ve della vita che affliggono le persone care: «Prega per noi! Prega per noi!». E Maria non abbandona nessuno.

La celebrazione e la preghiera in famiglia

Propongo che nelle case, nelle famiglie, si impa­ri a pregare, si insegni a pregare… È opportuno praticare diverse forme in rapporto alla composi­zione e alla storia della fede di ogni famiglia nelle diverse stagioni della vita: letture della Parola di Dio, commenti, comunicazioni, condivisioni di intenzioni di preghiera, il Padre nostro, il modo di pregare di Gesù, la preghiera dei salmi, le preghiere del mattino e della sera, il Rosario…

 

Preghiera e preghiere

Le pratiche di preghiera che alimentano la devozione popolare non sono ripetizione di una consuetudine, ma aiutano a pregare se sono inserite in modo atten­to nel calendario della parrocchia e accompagnate da un'educazione alla preghiera cristiana. Intendo rac­comandare, secondo le consuetudini e le opportunità di ogni contesto, l'adorazione eucaristica, il Rosario della beata vergine Maria, la Via crucis, il pellegri­naggio nelle sue varie forme.”

 
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Notizie Parrocchiali

Sabato, 11 gennaio 2020

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