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nel giorno dei funerali di Papa Francesco, monsignor Mario Delpini riflette sulla cifra complessiva del pontificato («la pratica della misericordia»), sui frutti maturati in Diocesi («la cura del creato, l’impegno per la pace, i percorsi di preparazione al Sinodo») e rivela a tutti: «Per me aveva una certa simpatia».
Eccellenza, che cosa riassume la ricchezza del pontificato di papa Francesco? Credo che il suo motto episcopale, “Miserando atque eligendo”, sia una proposta sintetica molto affascinante: Dio ha avuto misericordia di me e mi ha scelto e sono incaricato di praticare la misericordia. Questo atteggiamento di presa a cuore della Chiesa, dei poveri, delle guerre, delle situazioni complicate che si sono realizzate anche nella Chiesa, la misericordia con cui si è fatto carico dei miseri, mi pare che sia iscritta nella sua intuizione originaria di quando è diventato vescovo e Papa. Riassume tanti aspetti del suo pontificato.
Quale indirizzo il Santo Padre ha impresso alla Chiesa Cattolica?
La storia della Chiesa è come la tessitura di un grande arazzo. Quindi ciascuno porta i suoi fili, tesse il suo disegno e l’arazzo poco a poco si completa. Nella storia della Chiesa ciascuno ha portato il dono speciale che ha ricevuto dallo Spirito: tutto ha contribuito a scrivere la storia della Chiesa, la sua tradizione, le sue manifestazioni al mondo, i suoi peccati, le sue grazie. Noi stiamo tessendo tutti insieme questo arazzo e l’impronta che papa Francesco ha lasciato è definitiva, è come quando si fa un disegno su un arazzo. Poi continueranno i suoi successori a tessere l’arazzo, perché la gloria di Dio possa manifestarsi in ogni tempo e in ogni luogo attraverso il segno povero della Chiesa.
In che modo la Diocesi di Milano può custodire l’eredità di questo papa?
In Diocesi il magistero di papa Francesco è stato recepito da molti dando vita anche a forme continuative di riflessione, di impegno come i gruppi Laudato si’, i percorsi della sinodalità, tante forme di interpretazione del fenomeno migratorio, di sensibilità per la pace o di cura per la recezione del Vaticano II nelle sue forme più significative. Il tema della sinodalità – su cui il Papa ha impegnato tutta la Chiesa, quella italiana in particolare, e che anche la Chiesa di Milano sta praticando – è un’eredità significativa di un modo nuovo di gestire la responsabilità, la corresponsabilità e la decisione sui temi dentro la comunità milanese.
Vuole condividere con noi un suo ricordo personale?
Una parola che mi è stata rivolta da papa Francesco e che lui ha ripetuto incontrando gruppi di ambrosiani in visita è stata: «Il vescovo di Milano è piccolo, ma è tutto pepe». Una ulteriore espressione di simpatia. |
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auguri di cuore per questa Pasqua 2025. Un augurio che voglio formulare in comunione con tutte le Chiese cristiane che il 20 aprile festeggiano insieme Cristo Risorto, Cristo vivo e presente nelle varie Chiese e nelle tante Comunità cristiane che seguono la vita cristiana nell’impegno quotidiano della preghiera e della carità fraterna, impegnati per la pace tra i popoli e nel promuovere la giustizia e la dignità delle persone.
Abbiamo pregato nel Giovedì Santo per la Comunione tra noi e con il Signore: ricevendo l’Eucaristia come discepoli riconciliati; abbiamo sofferto sotto la Croce di Gesù ricordando i tanti motivi di sofferenza che anche oggi abitano la nostra terra e la condizione di molti uomini e donne – e purtroppo anche molti minori – per cui anche il nostro Signore è morto; abbiamo atteso il giorno della Risurrezione che oggi annunciamo al mondo, come motivo di gioia e di speranza per tutti. La Chiesa vive nella costante presenza e comunione con il suo Signore. Da questo fatto esprimo ad augurio per la nostra Comunità pastorale e per tutti i fedeli che la compongono: possa l’evento di Emmaus, di cui portiamo il titolo come Comunità, ispirare anche oggi il passaggio dalla tristezza alla gioia, dal senso di solitudine e di abbandono (Cristo è morto su quella croce) al senso di riconoscenza e gioia vera (“…non ci ardeva forse il cuore nel petto quando ci spiegava le Scritture?”). Possa la fede rinnovata dei due Discepoli di Emmaus farci correre agili e felici, per le strade del mondo, anzitutto confermando la nostra fede nel Credo che abbiamo rinnovate la notte di Pasqua o alla Messa della Risurrezione, e poi avere il desiderio di testimoniare che il Signore è sempre con noi, con le nostre famiglie, con la Comunità cristiana, perché Egli ci ha perdonato e riscattato, è venuto in noi, discepoli di questo tempo della Chiesa, e ha donato il suo Spirito di santità, che ci abita e ci spinge a vivere come Lui.
Buona Pasqua …da risorti! Don Sergio Tomasello – vostro parroco |
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Oggi, carissimi parrocchiani, |
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Domenica 13 aprile 2025, entriamo nella Settimana Santa con il dono di un Ulivo benedetto, segno della accoglienza riservata a Gesù nel suo ingresso vittorioso nella Città Santa, Gerusalemme, segno di benedizione che porteremo nelle nostre case. Entriamo più propriamente nella Settimana Autentica, chiamata così dal nostro patrono S. Ambrogio, perché per i cristiani è la Settimana più importante dell’Anno Liturgico, il cuore pulsante del Mistero di Cristo e della sua Pasqua di Resurrezione. E’ “autentica” anche perché in questi giorni saremo chiamati tutti e ripercorrere l’itinerario di purificazione dei Discepoli divenuti in quel Cenacolo, ma anche sotto la Croce e davanti a Cristo Risorto, la vera Chiesa di Cristo, chiamata, amata, salvata, fortificata e mandata ad annunciare a tutti: “Cristo è Risorto, Cristo è vivo”. Si, Cristo è per sempre con noi, nella Chiesa di ogni tempo e di ogni luogo. Il nostro Battesimo e la nostra Eucaristia, che rinnoviamo nella Veglia Pasquale di Sabato sera, segnano per sempre la nostra appartenenza a Lui, e vivendo con Lui e come Lui ci guadagniamo la vita eterna, quel paradiso in cui non solo il Buon ladrone ma anche ciascuno di noi potrà entrare, in comunione con Cristo Risorto e vivo!
Il nostro Vescovo Mario Delpini durante la Via Crucis di Limbiate venerdì sera ha parlato della partecipazione di Cristo alle nostre lacrime: sì il Cristo alla vista di Gerusalemme pianse (oggi in quel luogo fuori dalla città santa c’è la Chiesa del Dominus flevit = Il Signore pianse); poi il Cristo alla vista della tomba di Lazzaro e vedendo le lacrime delle sue sorelle Marta e Maria, pianse di commozione per la morte dell’amico; ma nello stesso tempo lo strappò dalla morte fisica, anticipando così la sua Resurrezione. Ma anche tante persone hanno pianto per Lui: le donne di Gerusalemme salendo al Calvario piangono per il loro Signore; anche Maria sua Madre piange vedendo il Figlio trattato in quel modo, consegnato alla morte per noi; anche la Maddalena alla tomba di Gesù, mentre lo cerca senza trovarlo …piange: voleva abbracciarlo e onorarlo anche da morto. Gli chiede Gesù risorto, avvicinandosi a lei: “Donna, perché piangi? chi cerchi?”.
Ecco Gesù partecipa pienamente delle nostre lacrime di disperazione e di tristezza, condivide tutto il dolore provocato dall’uomo contro altri uomini, prende su di sé ogni cattiveria e ogni violenza, subisce questo male … ma perché in Lui venga superato il suo potere distruttivo. Viviamo così la Pasqua di Cristo, sapendo che Gesù Risorto ha condiviso molte lacrime nostre prima di salvarci, e facendo così – assumendo su di Lui tanto dolore e morte – ci ha salvato davvero!
Buona Pasqua carissimi parrocchiani. Don Sergio - parroco |
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Carissimi fedeli di Solaro e Villaggio Brollo, |
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la nostra Comunità Pastorale entra finalmente nella Settimana degli Esercizi Spirituali, che ci prepareranno alla Settimana Santa (da Domenica 13 aprile – Le Palme, a Domenica 20 aprile – Pasqua di Resurrezione). Voglio anche ricordare a tutti voi che la Pasqua di quest’anno è particolarmente significativa, sia perché siamo nell’Anno Santo “pellegrini di speranza”, sia perché quest’anno tutti i cristiani delle varie confessioni celebreranno la Pasqua di Cristo nello stesso giorno, cioè il 20 aprile 2025: un grande regalo per tutti noi, nel cammino della unità della fede in Cristo Risorto, vincitore della morte e del male.
Invito tutti voi a lasciarvi coinvolgere dai momenti di preghiera e di incontro con voci esterne alla nostra Comunità, un padre missionario del PIME e una suora che lavora in Villa Luce a Milano, segni di speranza per tante vite incontrate sul loro cammino religioso. Viviamo poi l’ultima Via crucis del nostro percorso quaresimale con il Vescovo Mario Delpini, che venerdì 11 aprile sarà presente nella Chiesa di San Giorgio a Limbiate, a guidare la preghiera del venerdì.
Il giorno della Domenica delle Palme si avvicina e nelle nostre Chiese benediremo l’Ulivo da portare poi nelle nostre case, ricordando l’annuncio di Cristo Risorto: “Pace a voi!”. Si, questo segno benedetto porti la presenza di Cristo nelle nostre case perché siano luoghi di amore e di pace, di dialogo e di aiuto reciproco per affrontare la vita con la grazia che Cristo ci dona nel suo Spirito.
Lo sappiamo: il dono della sua pace viene a noi nel Sacramento della Riconciliazione che celebreremo nella Settimana santa, prima delle grandi celebrazioni del Triduo pasquale. Buona preparazione all’incontro con Lui.
Don Sergio Tomasello - parroco |
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Carissimi parrocchiani e parrocchiane, |
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la Domenica del Cieco nato ci porta dentro al clima della Pasqua, perché nel miracolo di Gesù all’uomo che non vedeva dalla nascita si rileva il vero dono della fede, che ci fa vedere la realtà come la vede Cristo e dà a tutti noi uno sguardo nuovo su tutto quello che esiste, persino su noi stessi. “Credi nel Figlio dell’Uomo?”, chiede Gesù al cieco. E ed egli risponde avendolo davanti agli occhi: “Si, Signore, io credo!”.
Vogliamo essere ispirati in questa settimana da questo Vangelo e da questa guarigione dei nostri occhi e del nostro sguardo, per cercare il rapporto con Lui come una amicizia e una sequela, come un partecipare pienamente della visione di Cristo nella Chiesa. Ci aiutino anche tutti gli strumenti che ci siamo dati per ascoltare la sua voce (nella Parola di Dio quotidiana, specie il Vangelo); nel commento di ogni mattina guidato dal nostro Vescovo Mario Delpini che ci fa iniziare la giornata con il suo pensiero mattutino che diventa preghiera; attraverso le esperienze del triduo (giovedì eucaristico – venerdì aliturgico adorando la Croce di Gesù – sabato battesimale) che viviamo ogni settimana prima della Pasqua.
Anche gli eventi di questi giorni ci aprono gli occhi sulla realtà che sentiamo sempre a noi vicina, perché riguarda il desiderio di pace per tutti i popoli e anche la dignità delle persone coinvolte in queste atroci guerre che non finiscono. Mi riferisco in particolare agli incontri diplomatici volti alla tregua tra Russia e Ukraina; mi riferisco ai molti morti di Gaza, tanti anche piccoli e innocenti; mi riferisco alle immagine devastanti del recente terremoto, che ha devastato alcune città del Myanmar e del Vietnam.
Da ultimo un pensiero per Papa Francesco, tornato in S. Marta, che ora vivrà due mesi di convalescenza. La sua salute è precaria, ma non ha perso la forza e la tenacia dei suoi richiamo al mondo; in particolare non ha perso il coraggio della fede nel Signore Gesù, che è la cosa più importante per il suo Magistero. Auguri Papa Francesco. Ti ricordiamo con affetto e preghiamo per te. Don Sergio Tomasello – parroco. |
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