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Carissimi parrocchiani e parrocchiane, |
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Sabato 22 Febbraio 2025 15:52 |
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stiamo concludendo in questi giorni il cammino del Corso Fidanzati (quest’anno 5 coppie di sposi e 2 che stanno facendo il Corso a Saronno) e mi viene spontanea fare una riflessione ad alta voce circa la bellezza del Matrimonio cristiano, che però in molti casi viene rimandato come scelta e procrastinato nel tempo, come se questa decisione fosse perlopiù irrilevante per chi decide anzitutto di convivere o mettere su casa … e poi si vedrà! Mi sono reso conto incontrando molti giovani o giovani coppie – anche in occasione dei Battesimi – che i conviventi sono in gran numero nel nostro Comune, anche con figli. Questi nostri giovani sembrano non decidere mai se sono sposi e spose, se stanno facendo una famiglia o no, secondo il progetto di Dio che è Amore oppure camminando un po’ a tentoni, spesso nella loro solitudine come viandanti più che pellegrini. Credo che questa situazione vada indagata un po’ più profondamente, per comprendere l’origine della fatica nel compiere una scelta bella e promettente, come quella di diventare pienamente marito e moglie, e in più come cristiani che vivono questa vocazione davanti al Signore: la famiglia con i figli è veramente una benedizione per tutti e per tutte le generazioni che sono implicate in questa scelta di vita e quindi anche le generazione che ci hanno preceduto e soprattutto quelle che verranno.
Chiedo a tutti di pregare per i nostri giovani e le nostre ragazze perché non si facciano spaventare o confondere dalla nostra cultura odierna, che considera tutto come fluido e possibile, ma mai definitivo. Preghiamo che la scelta di vita dei nostri giovani siano più certe e più radicate nell’amore di Dio, e non solo sui sentimenti umani: ci vuole anche un po’ di fiducia. I nostri bambini nascano da coppie solide e capaci di educare anche ai valori della fede e della piena umanità.
Il vostro parroco don Sergio Tomasello |
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Carissimi parrocchiani e parrocchiane, |
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Sabato 08 Febbraio 2025 21:41 |
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vorrei iniziare a sottolineare l’importanza del momento comunitario con cui celebriamo il dono degli Anniversari di Matrimonio, Domenica 2 marzo. Certamente in questo anno 2025 molti ricordano il loro inizio del cammino matrimoniale in una data precisa, la loro, che ovviamente festeggeranno con figli o nipoti a tempo debito. Ma il fatto che una Comunità cristiana celebri insieme questo evento nell’anno che lo ricorda (5 anni, 10, 20, 25, 50, 60 …solo per ricordarne alcuni) è altamente significativo: è un ringraziamento corale, che si eleva a Dio dalla sua Chiesa, e che conforta tutti noi sulla importanza spirituale e umana di questo percorso a due, cioè una coppia che ha imparato ad essere “una cosa sola in Cristo Gesù” e quindi non più accostati o giustapposti, ma una sola realtà in Cristo: “una caro” si diceva una volta in latino, “una carne sola”, insieme però a tutto il Corpo di Cristo che siamo noi, la Chiesa.
Questo ricordo comunitario che faremo nelle nostre due Parrocchie di Solaro e Villaggio Brollo e la festa che ne segue con un piccolo rinfresco, vuole esprimere tutta questa gratitudine, perché il Vangelo del Matrimonio sia una buona notizia e una speranza per tutte le coppie e le famiglie che si sposeranno in futuro.
Mi rivolgo quindi a voi giovani, che sperimentate la bellezza di un iniziale cammino di fidanzamento, che state scoprendo la realtà dell’amore fedele e incondizionato per la vostra futura sposa o il vostro futuro sposo: guardate a questa vocazione all’amore con fiducia, considerate l’esempio di molte coppie che nelle nostra Comunità Pastorale hanno dato un buon esempio e hanno arricchito la nostra Chiesa con la loro testimonianza di vita, nelle gioie e nelle fatiche che hanno sperimentato. Il Sacramento del Matrimonio è davvero una impresa, ma dove non siamo mai da soli: c’è il Signore con noi, ci sono gli amici che parteggiano per noi, c’è la Comunità cristiana che ci stimola a camminare insieme e a non perdere il legame con l’Eucaristia e con il cammino di tutta la Chiesa, e poi ci sono i nostri figli che nascono e che ci impegnano, ma ci danno anche un nuovo motivo per stare insieme nella loro educazione e nella loro crescita (che è poi anche un po’ la nostra crescita, come genitori e come sposi).
Dio che è Amore vi sostenga tutti e vi dia sempre quella fortezza e quello spirito di rinnovamento, che fa delle nostre famiglie cristiane un fiore all’occhiello che tutti possono vedere e apprezzare. Grazie ancora per il dono della vita, della fedeltà reciproca, della vostra testimonianza: ne abbiamo tutti veramente bisogno.
Don Sergio Tomasello – parroco della CP “Discepoli di Emmaus” |
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Carissimi parrocchiani e parrocchiane, |
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Sabato 15 Febbraio 2025 16:53 |
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siamo da qualche mese inseriti nel cammino della Chiesa Universale, cioè nel cammino del Giubileo 2025, indetto da Papa Francesco con la bolla pontificia “SPES NON CONFUNDIT” - la Speranza non delude - frase tratta dalla Lettera di San Paolo ai Romani al cap. 5. Questo è anche il motivo per cui in tutti i loghi del Giubileo spicca la frase “Pellegrini di speranza”, che suona come un invito a tutti noi a coltivare questo atteggiamento nei confronti del nostro mondo contemporaneo: siate pellegrini di speranza, voi credenti, davanti a un mondo deluso, individualista, chiuso nelle proprie riserve, che ha smarrito la gioia e si sta progressivamente incupendo. Siate capaci con il vostro pellegrinare di infondere nuova speranza in questo nostro mondo piegato alle logiche della guerra, della mancanza di fraternità, attratto più dalla morte che dalla vita, incapace di generare futuro. spesso anche influenzando le nuove generazioni. Apriamo le porte, spalanchiamo i cuori, facciamo scelte e gesti che indichino una nuova conversione; amiamo la vita, spendiamoci per essa; impegniamo mente e cuore per infondere nuova speranza ai vostri vicini, colleghi, amici e conoscenti. La speranza, quando è fondata sull’amore di Dio per noi, sulla sua scommessa di perdono sull’umanità stanca, non delude mai, anzi è capace di farci rialzare, di farci creare legami di solidarietà e di vicinanza; è un amore quello di Dio che supera anche le nostre aspettative, ci supera e ci precede, e sempre ci spinge ad andare nella giusta direzione, pieni di carica interiore e di speranza, appunto!
Il Papa Francesco, che in questi giorni non sta bene di salute (preghiamo per lui e per la sua pronta guarigione!), ci aveva dato una nuova Lettera Enciclica pochi mesi fa, intitolata: “Dilexit nos”, che si traduce: “Ci ha amati!”. In uno dei suoi passaggi ci invita ad essere la Chiesa della consolazione. Parte dalla esperienza della contemplazione del Cuore di Cristo, che produce nei credenti la gratitudine, la tenerezza e la pace interiore. E’ come se adorando il Signore e considerando il suo amore per noi e per l’umanità tutta, noi riceviamo la carezza del Signore: sentire questo amore da parte sua ci fa unire a Lui saldamente. E cosa produce questo in noi? Un grande desiderio di consolazione anche verso l’umanità: il credente sente nel suo cuore l’espressione dei profeti: “Consolate, consolate il mio popolo” – Isaia 40,1. Questo ci invita quindi a cercare di approfondire la dimensione comunitaria, sociale e missionaria di ogni autentica devozione del Cuore di Cristo. E’ Lui che ci manda ai fratelli con la stessa compassione di Cristo.
Don Sergio Tomasello – parroco della CP “Discepoli di Emmaus” |
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Carissimi parrocchiani e parrocchiane, |
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Sabato 01 Febbraio 2025 21:40 |
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nella nostra Chiesa Italiana questa domenica 2 febbraio è dedicata alla Giornata per la Vita, tema importante di riflessione morale e anche di impegno fattivo a favore della maternità e della paternità responsabile, e anche della cura di ogni vita fin dal concepimento e oltre la nascita fisica.
I fatti di cronaca di questi giorni ci fanno capire che i Vescovi italiani hanno ragione a dedicare una giornata a questo tema, perché la morte di un feto o di un bambino/-a appena nato è veramente un vulnus alla dignità dell’uomo (e della donna), anche quando queste vite nascono e si manifestano in contesti di disperazione o di un malinteso rapporto con una sessualità non educata, o legate a miserie personali e psicologiche, per cui ci vorrebbe davvero più attenzione e cura.
La vita nascente poi oggi ha più di ieri una serie di attenzioni, anche nel civile, e anche nell’associazionismo: è un peccato davvero grave nascondere i problemi o talvolta anche la maternità, per paura o per un senso di vergogna, quando invece la nascita di una nuova vita deve generare in tutti un senso di accoglienza, di stupore e di dolce attesa, che molto di voi conoscono avendola vissuta in prima persona. Ecco il lavoro dei CAV (Centri di Aiuto alla Vita), come quello di Saronno che noi aiuteremo oggi con un gesto semplice di carità concreta; ecco la nascita di vari Consultori familiari, come la Fondazione Profumo di Betania, che preside e sostiene le attività nelle diverse sedi di Busto A., Gallarate e Saronno. E poi personale medico attento e qualificato a cui rivolgersi, e perfino le proprie famiglie di riferimento a cui chiedere sostegno e conforto. Ecco forse nei casi disperati è proprio questo aspetto che manca: un rapporto famigliare buono, sereno, vissuto bene, come un valore irrinunciabile. E invece spesso è proprio questo il tassello che manca. Noi cristiani però siamo pro-famiglia, pro-vita, siamo per l’accompagnamento, per la solidarietà, perché ogni vita, tutte le vite, hanno talmente grande dignità che non vanno mai scartate. Impegniamoci davvero tutti.
Don Sergio Tomasello – parroco della CP Discepoli di Emmaus |
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