Calendario Comunità Pastorale

Amici della Parrocchia

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Parrocchia Santi Quirico e Giulitta - Solaro
Carissimi fedeli, PDF Stampa E-mail

ci uniamo a tutti coloro che stanno pregando per Papa Francesco, che è ancora ricoverato in ospedale e che ieri ha fatto sentire la sua voce, per salutare e ringraziare il popolo di Dio per la preziosa vicinanza a lui in questo momento difficile. Iniziamo poi con questa Domenica 9 marzo il secondo grande periodo dell’Anno Liturgico Ambrosiano: il tempo della Passione-Morte-Resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, il tempo che custodisce le Celebrazioni della S. Pasqua (13-20 aprile) e che si concluderà con la Festa di Pentecoste (Domenica 8 giugno).

I primi passi di questo lungo periodo sono penitenziali: le 6 settimane di Quaresima, che il nostro Vescovo Mario ci ha indicato nella sua Lettera pastorale come occasione preziosa per dire “basta! al male insopportabile”. Già l’Anno giubilare offre l’occasione provvidenziale per sperimentare che il fastidio, la noia, lo scoraggiamento, la scarsa stima di sé che il peccato insinua in noi, e dal quale vogliamo liberarci; ma è anche l’invito a metterci in un nuovo cammino, come “pellegrini di speranza” per ottenere il perdono e la bellezza della riconciliazione, cioè la gioia della presenza della vita di Dio in ciascuno di noi. La coscienza del peccato e la verità del pentimento ci conducano ad assaporare il dono della vita nuova, che solo il Cristo morto e risorto ci posso donare.

Scrive così il nostro Vescovo Mario: “I percorsi penitenziali e il Sacramento della Riconciliazione sono risposta alla Parola del Signore che suscita la nostra fede: nella fede la coscienza di ciascuno è illuminata per riconoscere il bene ricevuto e rendere grazie, per riconoscere i propri peccati e chiedere perdono, per addolorarsi per il male compiuto e le relazioni rovinate e cercare la riconciliazione”.

Buon cammino a tutti per una nuova esperienza di gioia e riconciliazione.

Don Sergio Tomasello – parroco della CP

 
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carissime famiglie della Comunità Pastorale “Discepoli di Emmaus”, tra pochi giorni entreremo nel secondo grande periodo dell’Anno Liturgico Ambrosiano: il tempo della Passione, Morte e Resurrezione del Signore. Un tempo scandito dalle 6 settimane di Quaresima (Domenica 9 marzo inizia con il Rito delle Ceneri), la Settimana Santa (domenica 13 - domenica 20 aprile), le 7 settimane del Tempo Pasquale: dalla Domenica in Albis fino alla grande Solennità della Pentecoste (Domenica 8 giugno). Questo periodo ci porterà nel pieno di questo Anno Giubilare, con il suo grande tema del Pellegrinaggio: vedremo apparire con la scritta “Pellegrini di Speranza” sugli Altari delle nostre Chiese. Di domenica in domenica scopriremo “i segni di speranza” che già appartengono al nostro cammino di Comunità Pastorale, segni che richiamano la testimonianza di persone che vivono il loro impegno nella Chiesa e intorno a noi ( i volontari Caritas, i Catechisti e gli Educatori, i Lettori della Parola di Dio, le Famiglie che trasmettono la fede, l’impegno per la vita …). Ogni Domenica dalla Croce di Gesù (che è disegnata con la base a forma di àncora) e dal suo fuoco vivo attingeremo la fiamma che illumina e indica un “segno di speranza”, che possiamo vivere e approfondire nella nostra vita.

Inoltre ci vogliamo impegnare come lo scorso anno a riprendere ogni settimana di Quaresima i giorni importanti del Triduo Pasquale: il giovedì eucaristico (con la Messa e la Adorazione); il venerdì a-liturgico con la sottolineatura della Croce; il sabato battesimale in preparazione della grande Veglia Pasquale. Tutto questo accompagnato da una preghiera più matura e fondata sull’ascolto della Parola di Dio del giorno (per questo suggeriamo di farsi aiutare dal Libretto fatto dalla Diocesi di Milano): segno di questo saranno le due sere di “Tempo di Vangelo” nelle nostre Contrade. Come anche gli Esercizi Spirituali (nella III settimana).

Infine suggeriamo – anche attraverso l’impegno del Gruppo Missionario – di aprire una piccola finestra sul Mondo e in particolare sulla Repubblica Democratica del Congo, in queste settimane dilaniata da una guerra civile, soprattutto verso il confine vicino al Rwanda. Nella capitale Kinshasa vivono due sacerdoti ambrosiani, don Maurizio e don Francesco, che vogliamo aiutare con il nostro impegno, anche economico. Troverete indicazioni concrete della loro Missione in un pannello che sarà esposto sia in Chiesa che in Oratorio (a Solaro e a Brollo). Diamoci da fare: conosciamo un’altra Chiesa sorella e impegniamoci!

Don Sergio Tomasello – parroco della CP

 
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stiamo concludendo in questi giorni il cammino del Corso Fidanzati (quest’anno 5 coppie di sposi e 2 che stanno facendo il Corso a Saronno) e mi viene spontanea fare una riflessione ad alta voce circa la bellezza del Matrimonio cristiano, che però in molti casi viene rimandato come scelta e procrastinato nel tempo, come se questa decisione fosse perlopiù irrilevante per chi decide anzitutto di convivere o mettere su casa … e poi si vedrà! Mi sono reso conto incontrando molti giovani o giovani coppie – anche in occasione dei Battesimi – che i conviventi sono in gran numero nel nostro Comune, anche con figli. Questi nostri giovani sembrano non decidere mai se sono sposi e spose, se stanno facendo una famiglia o no, secondo il progetto di Dio che è Amore oppure camminando un po’ a tentoni, spesso nella loro solitudine come viandanti più che pellegrini. Credo che questa situazione vada indagata un po’ più profondamente, per comprendere l’origine della fatica nel compiere una scelta bella e promettente, come quella di diventare pienamente marito e moglie, e in più come cristiani che vivono questa vocazione davanti al Signore: la famiglia con i figli è veramente una benedizione per tutti e per tutte le generazioni che sono implicate in questa scelta di vita e quindi anche le generazione che ci hanno preceduto e soprattutto quelle che verranno.

Chiedo a tutti di pregare per i nostri giovani e le nostre ragazze perché non si facciano spaventare o confondere dalla nostra cultura odierna, che considera tutto come fluido e possibile, ma mai definitivo. Preghiamo che la scelta di vita dei nostri giovani siano più certe e più radicate nell’amore di Dio, e non solo sui sentimenti umani: ci vuole anche un po’ di fiducia. I nostri bambini nascano da coppie solide e capaci di educare anche ai valori della fede e della piena umanità.

Il vostro parroco don Sergio Tomasello

 
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siamo da qualche mese inseriti nel cammino della Chiesa Universale, cioè nel cammino del Giubileo 2025, indetto da Papa Francesco con la bolla pontificia “SPES NON CONFUNDIT” - la Speranza non delude - frase tratta dalla Lettera di San Paolo ai Romani al cap. 5. Questo è anche il motivo per cui in tutti i loghi del Giubileo spicca la frase “Pellegrini di speranza”, che suona come un invito a tutti noi a coltivare questo atteggiamento nei confronti del nostro mondo contemporaneo: siate pellegrini di speranza, voi credenti, davanti a un mondo deluso, individualista, chiuso nelle proprie riserve, che ha smarrito la gioia e si sta progressivamente incupendo. Siate capaci con il vostro pellegrinare di infondere nuova speranza in questo nostro mondo piegato alle logiche della guerra, della mancanza di fraternità, attratto più dalla morte che dalla vita, incapace di generare futuro. spesso anche influenzando le nuove generazioni. Apriamo le porte, spalanchiamo i cuori, facciamo scelte e gesti che indichino una nuova conversione; amiamo la vita, spendiamoci per essa; impegniamo mente e cuore per infondere nuova speranza ai vostri vicini, colleghi, amici e conoscenti. La speranza, quando è fondata sull’amore di Dio per noi, sulla sua scommessa di perdono sull’umanità stanca, non delude mai, anzi è capace di farci rialzare, di farci creare legami di solidarietà e di vicinanza; è un amore quello di Dio che supera anche le nostre aspettative, ci supera e ci precede, e sempre ci spinge ad andare nella giusta direzione, pieni di carica interiore e di speranza, appunto!

Il Papa Francesco, che in questi giorni non sta bene di salute (preghiamo per lui e per la sua pronta guarigione!), ci aveva dato una nuova Lettera Enciclica pochi mesi fa, intitolata: “Dilexit nos”, che si traduce: “Ci ha amati!”. In uno dei suoi passaggi ci invita ad essere la Chiesa della consolazione. Parte dalla esperienza della contemplazione del Cuore di Cristo, che produce nei credenti la gratitudine, la tenerezza e la pace interiore. E’ come se adorando il Signore e considerando il suo amore per noi e per l’umanità tutta, noi riceviamo la carezza del Signore: sentire questo amore da parte sua ci fa unire a Lui saldamente. E cosa produce questo in noi? Un grande desiderio di consolazione anche verso l’umanità: il credente sente nel suo cuore l’espressione dei profeti: “Consolate, consolate il mio popolo” – Isaia 40,1. Questo ci invita quindi a cercare di approfondire la dimensione comunitaria, sociale e missionaria di ogni autentica devozione del Cuore di Cristo. E’ Lui che ci manda ai fratelli con la stessa compassione di Cristo.

Don Sergio Tomasello – parroco della CP “Discepoli di Emmaus”

 
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vorrei iniziare a sottolineare l’importanza del momento comunitario con cui celebriamo il dono degli Anniversari di Matrimonio, Domenica 2 marzo. Certamente in questo anno 2025 molti ricordano il loro inizio del cammino matrimoniale in una data precisa, la loro, che ovviamente festeggeranno con figli o nipoti a tempo debito. Ma il fatto che una Comunità cristiana celebri insieme questo evento nell’anno che lo ricorda (5 anni, 10, 20, 25, 50, 60 …solo per ricordarne alcuni) è altamente significativo: è un ringraziamento corale, che si eleva a Dio dalla sua Chiesa, e che conforta tutti noi sulla importanza spirituale e umana di questo percorso a due, cioè una coppia che ha imparato ad essere “una cosa sola in Cristo Gesù” e quindi non più accostati o giustapposti, ma una sola realtà in Cristo: “una caro” si diceva una volta in latino, “una carne sola”, insieme però a tutto il Corpo di Cristo che siamo noi, la Chiesa.

Questo ricordo comunitario che faremo nelle nostre due Parrocchie di Solaro e Villaggio Brollo e la festa che ne segue con un piccolo rinfresco, vuole esprimere tutta questa gratitudine, perché il Vangelo del Matrimonio sia una buona notizia e una speranza per tutte le coppie e le famiglie che si sposeranno in futuro.

Mi rivolgo quindi a voi giovani, che sperimentate la bellezza di un iniziale cammino di fidanzamento, che state scoprendo la realtà dell’amore fedele e incondizionato per la vostra futura sposa o il vostro futuro sposo: guardate a questa vocazione all’amore con fiducia, considerate l’esempio di molte coppie che nelle nostra Comunità Pastorale hanno dato un buon esempio e hanno arricchito la nostra Chiesa con la loro testimonianza di vita, nelle gioie e nelle fatiche che hanno sperimentato. Il Sacramento del Matrimonio è davvero una impresa, ma dove non siamo mai da soli: c’è il Signore con noi, ci sono gli amici che parteggiano per noi, c’è la Comunità cristiana che ci stimola a camminare insieme e a non perdere il legame con l’Eucaristia e con il cammino di tutta la Chiesa, e poi ci sono i nostri figli che nascono e che ci impegnano, ma ci danno anche un nuovo motivo per stare insieme nella loro educazione e nella loro crescita (che è poi anche un po’ la nostra crescita, come genitori e come sposi).

Dio che è Amore vi sostenga tutti e vi dia sempre quella fortezza e quello spirito di rinnovamento, che fa delle nostre famiglie cristiane un fiore all’occhiello che tutti possono vedere e apprezzare. Grazie ancora per il dono della vita, della fedeltà reciproca, della vostra testimonianza: ne abbiamo tutti veramente bisogno.

Don Sergio Tomasello – parroco della CP “Discepoli di Emmaus”

 
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Sabato, 11 gennaio 2020

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