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con la festa di mezza estate che venerdì 4 luglio abbiamo fatto in Oratorio a Solaro, si concludono le prime 4 settimane di Oratorio Estivo per i nostri ragazzi e ragazze: nell’Oratorio di Solaro (S. Luigi) si sono ritrovati tutti i bambini delle elementari (1-5 elem.) sia di Solaro che di Brollo, nell’ottica della Comunità pastorale unica. Mentre all’Oratorio di Brollo (S. Domenico Savio) si sono ritrovati i ragazzi delle medie (1-3 media), che anche durante l’anno pastorale vivono insieme il cammino della Preadolescenza. Ringrazio personalmente tutti gli animatori e tutti i volontari adulti che, insieme a don Massimiliano e al seminarista Pietro, e ai giovani educatori che sono stati di riferimento per le due sedi degli Oratori (Christian, Giorgia e Lisa), hanno condotto queste 4 settimane con molto impegno.
Ora ci aspetta un nuovo tempo: le ultime due settimane di Grest, che faremo tutti nella sede del Brollo, in via Repubblica 55: due settimane intense e piene di attività (laboratori, giochi, uscite e piscina … insieme alla preghiera, al pasto condiviso e alla merenda) che aiuterà i ragazzi delle elementari e delle madie rimaste in paese a fare una bellissima esperienza di vita comunitaria, in pieno stile oratoriano, che è l’animazione. Mai stare fermi, mai stare da soli, non una vita annoiata, che tira sera, ma una occasione continua di crescita che permette a tutti, piccoli e grandi di fare dell’estate un momento di vera crescita, anche interiore oltre che fraterna.
Affidiamo al Signore tutti questi ragazzi e ragazze, tutti i loro Animatori e Animatrici, perché nella vita insieme e nella organizzazione delle attività possano crescere nella conoscenza delle loro attitudini, e nell’apprezzamento dei doni che Dio ha posto nella vita di ciascuno. La vita fraterna e il rispetto delle regole di convivenza civile, insieme al gioco e alla preghiera quotidiana, facciano maturare tutti i ragazzi nella crescita delle relazioni e della vita comunitaria che ci lega nel cammino della Comunità pastorale “Discepoli di Emmaus”.
Anche per i genitori e i nonni voglio fare un richiamo, utile e positivo: fatevi raccontare dai vostri figli le esperienze che vivono in queste settimane, valorizzate gli appuntamenti e le proposte che l’Oratorio fa a loro (e anche a voi), per costruire veramente una Comunità dove le persone si stimano, si accolgono, se serve si perdonano. E’ proprio bello approfittare di questa “occasione quotidiana” per crescere insieme in una conoscenza sempre più profonda per la vita della nostra Comunità cristiana, dove ogni ragazzo o ragazzo possa scoprire la propria vocazione, cosa il Signore chiede a ciascuno per costruire il proprio futuro.
Don Sergio Tomasello – parroco della CP “DISCEPOLI DI EMMAUS” |
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voglio dedicare un pensiero in questo ultimo editoriale di giugno alle Assemblee Sinodali Decanali (ASD): non ne parliamo quasi mai ma sono presenti da ormai 3 anni e in questo periodo la Diocesi sta coltivando uno sguardo al futuro di questo cammino compiuto da laici del nostro Decanato. La parola-chiave emersa nella verifica è stata «futuro», ma accompagnata dalla convinzione specifica che occorra una certa continuità. Nella recente sessione residenziale del Consiglio Episcopale Milanese si è parlato delle Assemblee sinodali decanali (ASD), nel contesto di una riflessione a 360 gradi che ha toccato i tre anni di cammino già compiuto e il futuro che seguirà.
Perché è necessaria questa revisione?
Dopo tre anni di lavoro – anzi, quattro se aggiungiamo i Gruppi Barnaba – si è evidenziata una serie di elementi messi a fuoco dalle varie Assemblee e che, a nostro giudizio, sono bisognosi di un miglioramento e di una modifica, legata anche al fatto che, anche se vi sarà tecnicamente una chiusura del percorso, non si tratterà di una vera e propria chiusura, ma di un cammino che immaginiamo in continuità con quanto fatto precedentemente.
Quali sono i punti più rilevanti sui quali lavorerete?
Abbiamo registrato rilievi che riguardano, per esempio, il compito missionario: ci sono domande più di senso e interrogativi riguardanti maggiormente gli aspetti tecnici. Rispetto a questo compito, esiste una domanda di fondo che le Assemblee si pongono rispetto al loro ruolo, a cosa hanno compiuto e a come si collocano nel panorama dell’azione missionaria dell’intera nostra Chiesa. Lavoreremo insieme su una definizione più accurata e precisa dello scopo delle ASD che, talvolta, sentono la fatica di un organismo ancora nuovo e, quindi, di non facile comprensione. E questo sia all’interno delle Assemblee stesse (soprattutto quando c’è magari il cambio di qualche membro), sia nella Chiesa territoriale presente nella vasta nostra Diocesi di Milano.
Dopo questo triennio che tipo di bilancio si può stilare?
Direi che siamo in una fase di amore maturo: c’è senz’altro l’entusiasmo dei primi momenti, avendo ritrovato il senso profondo dell’essere testimoni, ma anche, sicuramente, una maggiore consapevolezza delle fatiche che si stanno vivendo, anche a livello di impegno richiesto alle persone coinvolte. Fatiche che riguardano il dualismo tra fare cose o essere Chiesa e la complessità di stare dentro un processo che abbiamo avviato. Quindi c’è la consapevolezza che l’Assemblea è una scelta profetica che chiede continuamente conversione e di “ridirsi” il perché esista e agisca in un certo modo. «Non possiamo chiudere qui l’esperienza, non possiamo passare il testimone perché abbiamo appena iniziato a lavorare, a costruire relazioni e sarebbe bello poter continuare». Quindi avanti con forza, cari fratelli e sorelle! |
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Carissimi fedeli della Comunità Pastorale dei Discepoli di Emmaus, |
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vi ringrazio anzitutto per come avete partecipato alla nostra Festa Patronale, sia nelle serate di festa presso i campi sportivi, sia nelle varie celebrazioni che abbiamo vissuto, sia per il festeggiamento dei nostri preti, quelli nativi e quelli che hanno esercitato il ministero sacerdotale in mezzo a noi. Abbiamo pregato con don Massimiliano per i suoi primi 10 anni di Messa e l’Oratorio ha preparato bene le varie iniziative per lui: Messa, aperitivo, regali, pranzo comunitario … Abbiamo poi pregato con don Giorgio per i suoi 45 anni di Messa: un bel traguardo, e abbiamo visto dal suo volto e dalle sue parole che è ancora in forma, nonostante l’età avanzi anche per lui: tutti hanno colto la sua gioia nel seguire anche l’Oratorio estivo e non solo la pastorale degli adulti. I regali che abbiamo dato ai festeggiati sono solo un piccolo segno di affetto: e approfitto per ringraziare coloro che hanno voluto contribuire con le offerte in cassetta, anche per i nostri preti.
Anche il momento conviviale che facciamo sempre prima della Messa dei Santi Patroni è veramente un bel momento di fraternità sacerdotale: preti giovani e preti più anziani, preti nativi di Solaro e preti venuti da ogni parte della Diocesi che vivono questo momento di festa confrontandosi e raccontando qualche episodio gioioso del loro ministero. E poi il conforto è anche espresso dalla cenetta preparata con cura dai volontari che sempre ci allietano in questa occasione!
Un secondo pensiero lo voglio dedicare al nostro nuovo Papa, Leone XIV, e alla giornata che ci prepariamo a vivere per “l’obolo di San Pietro”, nella festa dei SS. Pietro e Paolo, Domenica 29 giugno. L’offerta è una colletta che si rinnova ogni anno nella logica della perequazione tra Chiese sorelle, che vivono in tutto il mondo. Il Papa conosce meglio di ogni altro le situazioni di Chiese più in difficoltà o che invocano dal S. Padre un aiuto anche materiale, oltre a quello di preti o religiosi o laici che sono inviati “fidei donum” in aiuto a Chiese sorelle dove attraverso il dialogo tra i Vescovi si conoscono meglio le necessità di queste Chiese: l’annuncio del Vangelo arrivi a tutti e con mezzi adeguati.
Infine la data del 29 giugno mi fa pensare al giorno in cui, 50 anni or sono, il nostro caro don Alberto Fusi diventava sacerdote nei preti paolini. Anche don Alberto vogliamo ricordare in questi giorni. Lo abbiamo invitato a festeggiare questo importante anniversario nei giorni di ottobre 2025, quanto festeggeremo la com-patrona di Solaro, la Madonna del Rosario, da Domenica 5 a Martedì 7 ottobre. Attendiamo con gioia questo momento di festa.
Don Sergio Tomasello – parroco della CP |
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la situazione internazionale del nostro mondo si complica di giorno in giorno, e gli attacchi di Israele all’Iran in questi giorni ci fanno guardare al futuro con preoccupazione. Nell’area medio-orientale i venti di guerra e di odio si moltiplicano, e le vittime sono sempre in aumento specie tra i civili, inermi e innocenti. Ma soprattutto non tacciono le provocazioni reciproche e il desiderio non di vincere ma di distruggere i nemici diventa sempre più dominante. Cosa si aspetta chi compie tali eccidi, che futuro prepara per la propria popolazione compiendo tali attacchi? Solo morte, distruzione e desiderio di vendetta e una nuova rivalsa che non ha mai fine. Possibile che siamo diventati così ciechi da non vedere che questo modo di ragionare e di agire non porta a nulla? Persino il Papa Leone XIV si è pronunciato sul vile gesto di affamare il nemico, non lasciando entrare nell’area di Gaza i convogli con gli aiuto umanitari per la popolazione inerme e colpita costantemente. Ma chi vorrebbe che i propri figli siano trattati così? Quale cecità, quanta poca lungimiranza … E ora il conflitto di allarga al fronte più ampio, dentro ai tesi rapporti tra Israele e l’Iran, che in quell’area del mondo gioca comunque la sua influenza anti-americana e anti-occidentale.
Morti a parte – che già è una grande sconfitta per tutti – qui si profila un grande problema di costruzione di futuro, si compromette ulteriormente il rapporto tra i popoli, che comunque sono chiamati a trovare una strada per una convivenza possibile: la realtà rimane comunque questa. Il resto è buio totale.
Noi però come cristiani non ci stiamo ad entrare in queste logiche perverse, non ci schieriamo pro o contro qualcuno, ma sosteniamo sempre l’umanità e la vita come valori non negoziabili, ci impegniamo con l’associazionismo a promuovere altre scelte e altre logiche, che custodiscono i rapporti umani e che sostengono il futuro delle famiglie colpite da queste tragedie. Lo spirito anche della Festa Patronale che stiamo vivendo a Solaro è questo: “gioiosi nella speranza”, come abbiamo scritto dappertutto nelle nostre Contrade. Noi vogliamo favorire - anche nel nostro fare festa - la logica della comunione e dell’incontro, fatto con gioia, vissuto come una bella opportunità. Noi vogliamo far si che i nostri figli crescano avendo davanti un futuro di speranza, e una società che promuove tutti i valori di una convivenza pacifica nei nostri Comuni, dove abitiamo. Noi siamo sempre per la pace e l’incontro tra i popoli. Pensando poi alla nostra Comunità cristiana, ringraziamo Dio in questi giorni per i sacerdoti che hanno vissuto in mezzo a noi il loro Ministero: in particolare Don Massimiliano e Don Giorgio.
Don Sergio Tomasello – parroco della CP |
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