| UN CAMMINO DA VIVERE, NON DA GUARDARE |
| Sabato 12 Settembre 2026 15:29 |
|
Carissimi, come ogni anno che si apre ci mette davanti alla stessa domanda: sarà solo un anno che passa, o un anno che vivremo davvero? La differenza non sta nelle cose che faremo, ma nella cura che metteremo nel nostro cammino personale con il Signore, perché è Lui che può fare la differenza nella nostra vita. Vivere il cammino significa prima di tutto lasciarsi raggiungere dalla Parola di Dio, non ascoltarla di sfuggita ma entrare nella sua profondità, giorno dopo giorno, lasciando che parli alla vita concreta di ciascuno. Una Parola che non resta sulla carta, ma che si fa pane quotidiano, capace di illuminare le scelte, le fatiche, le gioie di ogni giornata. E questo cammino ha bisogno di fedeltà: fedeltà alla Messa, che ci raccoglie come famiglia attorno all'altare; fedeltà alla preghiera, che tiene aperto il dialogo con Dio anche nel silenzio dei giorni feriali; fedeltà al proprio cammino personale, fatto di piccoli passi costanti più che di slanci isolati. Non serve fare tutto e subito: serve non smettere di camminare. Ma c'è di più! Questo cammino, se vissuto sul serio, non riguarda solo il cuore di ciascuno; riguarda il volto della nostra comunità. Una comunità che prega, che si nutre della Parola, che è fedele all'Eucaristia, diventa capace di una cosa preziosa e rara; guardare nella stessa direzione. Non uniformità, ma unità di sguardo e di passo, la stessa che caratterizzava i primi discepoli, assidui e concordi. Che questo sia allora l'anno in cui, ciascuno a partire dal proprio passo, impariamo di nuovo a camminare insieme, guardando dove il Signore ci sta guidando. Buon cammino a tutti. Don Massimiliano |


